Francesco Cecchini

Foto di Corporación Jurídica Libertad : militanti delle FARC-EP in assemblea.

Mercoledì 17 maggio, la Corte Costituzionale colombiana ha annullato i paragrafi J e H dell’Articolo 1 dell’ Acto Legislativo 01 del 2016, che proibivano al Parlamento di modificare l’ Accordo di Pace Definitivo tra governo e FARC-EP. Il Parlamento può, d’ora in poi, modificare con voto tutti i regolamenti o atti legislativi via Fast Track decisi dal Governo per la soluzione del conflitto.                                    La decisione è stata presa con 5 voti favorevoli, 3 contrari e una astensione. La richiesta di incostituzionalità era stata presentata il 22 marzo dal senatore Iván Duque del Centro Democratico (uribismo).

La Corte Costituzionale ha inoltre ha annullato il decreto 298 del 2017 con il quale il governo aveva permesso l’aumento di personale dell’Unità Nazionale di Protezione. L’obiettivo di questo decreto, emanato il 23 febbraio, era quello di ampliare l’organico della UNP per nuove scorte di protezione agli ex guerriglieri nella fase di transizione alla politica. Decisione grave quella di annullamento, considerato l’aumento della presenza e delle azione dei paramilitari.

http://www.ancorafischiailvento.org/2017/05/14/deputati-italiani-paramilitari-colombiani

A parte la soddisfazione dell’uribismo, nemico della pace, molte sono state nell’area governativa le dichiarazioni di giustificazione della decisione. Lo stesso presidente Manuel Santos non si è dichiarato contro, ma ha accettato.

Dai vari consensi e giustificazioni si distacca, tra altre, la dichiarazione di Juan Manuel Galán, senatore del Partito Liberale, secondo il quale la sentenza dimostra che la Corte costituzionale non riconosce che la Colombia si trovi, per porre fine al conflitto, ad affrontare una situazione eccezionale . Questa decisione mette in difficoltà  o annulla la possibilià di varare velocemente leggi, decreti o regolamenti per realizzare l’accordo di pace.

Le FARC-EP hanno dichiarato immediatamente in un comunicato che la decisione della Corte Costituzionale mette il processo di pace in una situazione difficile, proprio a pochi giorni dal D+180, ultimo termine per la consegna delle armi.

Il link con il comunicato delle FARC-EP è il seguente:

http://www.farc-ep.co/comunicado/declaracion-de-las-farc-ep-a-raiz-del-pronunciamiento-de-la-corte-constitucional.html

 

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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