Francesco Cecchini

La France Insoumise all’Assemblea Nazionale
Dopo il secondo turno delle legislative la sinistra, La Francia Ribelle e il Partito Comunista Francese, devono preparare la controffensiva nell’istituzione, in accordo con il movimento di lotta nel paese. La composizione della nuova Assemblea nazionale è più che mai scollegata dalla realtà politica e sociale della Francia. Due esempi delle contradizioni. Macron dopo aver raccolto 8,6 milioni di voti al primo turno delle presidenziali, al secondo turno delle legislative ha raccolto circa 4 milioni di voti. Mélenchon alle presidenziali ne aveva raccolto 7 milioni di voti ed ora 551.760 voti. ). E’ vero che se FI e il PCF fossero stati uniti fin dall’inizio avrebbero più seggi. Comunque resta una profonda sproporzione tra i parlamentari di LREM e MoDem, 350, e quelli di FI e PCF, 27 deputati 28 se Valls perderà il ricontrollo in corso. Così, l’Assemblea Nazionale ha ben poco a che fare con il risultato delle presidenziali, che già aveva dato un quadro distorto della realtà politica e sociale del paese. Un’ astensione del 57,4% è stata un vero e proprio boicottaggio popolare. Mélenchon, dopo il risultato, ha parlato di uno sciopero generale civico e sostenuto che aveva un significato politico di forte opposizione: “Vedo in questa astensione energia disponibile, sempre che si sappia mobilitarla per la lotta. Questa forza può passare dall’astensione all’offensiva. E’ a questo che facciamo appello. E’ la pota in gioco del futuro immediato. La lotta contro la politica del governo Macron deve impegnarsi immediatamente. Nei fatti è già cominciata con la mobilitazione del Fronte Sociale che raggruppa un numero crescente di strutture sociali.”
Il grado di violenza della “Loi Travail” sarà commisurato con quanto richiesto dalla classe dirigente francese: un’accelerazione delle riforme, contro i lavoratori. Ciò corrisponde alle esigenze oggettive dei grandi capitalisti. Emmanuel Macron è la loro delega; la sua missione è quella di attaccare brutalmente tutte le conquiste sociali strappate dal movimento dei lavoratori nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. Ma la borghesia ha un problema: l’attuazione di una politica del genere è impossibile senza provocare in Francia grandi mobilitazioni sociali.


Grandi lotte sono all’ordine del giorno. Il movimento dei lavoratori deve imparare dalle mobilitazioni degli ultimi anni. Data la determinazione dei datori di lavoro e del loro governo macronista, la strategia di “giorni di azione” isolati non sarà sufficiente. Solo lo sviluppo di un forte sciopero rinnovabile spingerà indietro Macron, lo sconfiggerà. Un numero crescente di sindacalisti lo sta comprendendo; vedi molti interventi all’ultimo congresso della CGT. I sindacati devono raccogliere la radicalità che esprime la base dei lavoratori. Sta emergendo e crescendo un Fronte Sociale espressione la radicalità della base che si oppone all’offensiva macronista contro i lavoratori e i giovani. Politicamente, questo implica l’adozione di un programma di rottura con il capitalismo in crisi, che non offre altra prospettiva che la regressione sociale permanente. Questo Fronte e le sue lotte devono trovare articolazione nella istituzioni, nella France Insoumise e nel PCF, presenti nell’Assemblea Nazionale, in armonia con le dichiarazioni di Jean-Luc Mélenchon.
Il link con la precedente nota di analisi del secondo turno delle legislative in Francia è il seguente:

http://www.ancorafischiailvento.org/2017/06/20/secondo-turno-delle-legislative-francia-vinto-dallastensionismo

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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