Francesco Cecchini

EMMANUEL MACRON.

Emmanuel Macron ha assistito al défilé del 14 luglio a Parigi  in compagnia di Donald Trump. Un gesto che ha dei significati, tra i quali l’appoggio all’ imperialismo americano in Siria e un messaggio significativo: Macron vuole essere il Trump d’Europa. Una manifestazione contro Trump è stata organizzata da Nuit Debout, organizzazione fondata, tra gli altri, da François Ruffin, ora deputato di France Insoumise.

I media italiani hanno recentemente dato spazio al presidente francese Emmanuel Macron per la sua partecipazione all’incontro di Trieste con Gentiloni e Angela Merkel e per le sue affermazioni su migranti, profughi economici e clandestini. “Niente porti francesi per migranti.” ” Da noi solo profughi e non quelli economici.” Altro che Francia di libertà, eguaglianza e fraternità, quella di Macron, in un’Europa fortezza chiusa, è ostile a movimenti migratori di gente che scappa dalle guerre e dalla fame. Tra l’altro la Francia è una delle cause delle guerre e della fame che costringono masse di disperati a fuggire dalle proprie case.

La Francia Ribelle ha sempre  qualificato Emmanuel Macron come l’ultimo avatar del neoliberismo, amico della finanza, delle banche e delle multinazionali che avrebbe messo la  Francia in marcia verso l’austerità, seppellendo la tassa europea sulle transazioni finanziarie,la legge sul lavoro, il rialzo della CSG ( Contribution Sociale Généralisée ), la soppressione 125 000 posti di lavoro di funzionari pubblici e altro e stendendo un tappeto rosso per i privilegiati, i più ricchi.                                                                      Emanuel Macron a poco tempo dalla sua elezione sta confermando questo giudizio.

Nel decidere di seppellire l’accordo, negoziato per cinque anni, per la creazione di una tassa europea sulle transazioni finanziarie (FTT), bestia nera di banchieri, Emmanuel Macron si è impegnato verso una doppia regressione. In primo luogo, priva l’Unione europea di una misura che potrebbe portare fino a 35 miliardi di euro all’anno e calpesta gli impegni assunti dalla Francia per il COP 21, nel finanziamento della transizione ecologica e sostegno ai poveri del pianeta.

I regali di Emmanuel Macron alla classe dirigente economica francese, i ricchi, non si fermano qui; sono in programma consistenti agevolazioni fiscali. Secondo uno studio dell’Osservatorio francese delle congiunture economico francese (OFCE), pubblicato 12 luglio, 2017, il 10% dei più ricchi concentrerà il 46% dei guadagni delle misure fiscali previsti dal governo a favore delle famiglie.

Il risultato dell’elezione di Macron non è poi il trionfo raccontato dai media di regime. Chi vinse in realtà le elezioni fu l’astensionismo.

http://ancorafischia.altervista.org/macron-ottavo-presidente-ora/

FRANCE INSOUMISE.

France Insoumise (LFI) è il movimento di massa ecoocialista di opposizione reale al regime. I risultati elettorali ottenuti da France Insoumise e dal suo programma “L’Avenir en commun” hanno permesso la costituzione nel parlamento francese di un gruppo di 16 deputati.                                                Dall’inizio dei lavori dell’Assemblée National i deputati di Francia Ribelle sono i principali oppositori alla maggioranza macronista. Sono arrivati a Parigi, sotto il sole del mese di giugno con il pugno chiuso e al grido di “Résistance !”                                                  Alexis Corbière, deputato di LFI per Seine-Saint-Denis, ha affermato: “Siamo un’opposizione alla maggioranza frontale e coerente.” I deputati di LFI hanno trasformato Palais Bourbon nel loro campo di battaglia, innanzitutto, per il momento contro la riforma del Codice del Lavoro per decreti.                                           Sono trascorse alcune sessioni parlamentari, ma lo spirito ribelle e di lotta dei 16 non si è indebolito.                   Si sono rifiutati di andare a Versaille ad ascoltare Macron. All’apertura della sessione del 4 luglio hanno sventolato il Codice del Lavoro che Macron vuole modificare contro l’interesse dei lavoratori. Si rifiutano durante le sessioni di indossare la cravatta d’obbligo sempre come atto di protesta contro la riforma del Codice del Lavoro. Quando non sono nell’emiciclo sono in Piazza della Repubblica per in formare/mettere in guardia i cittadini contro i decreti di modifica del Codice.

Comunque l’opposizione di LFI ha due gambe: una è parlamentare, l’altra è la mobilitazione dei cittadini, dei lavoratori e dei giovani.                                                              Lo scorso 12 luglio LFI ha organizzato manifestazioni in diverse città della Francia, Parigi, Lille, Marsiglia e altre, per opporsi alla riforma del Codice del Lavoro. A Parigi in Piazza della Repubblica Jean-Luc Mélenchon ha affermato: ” Faccio appello a una forma d’insurrezione morale contro il Colpo di Stato sociale.” I partecipanti hanno scandito la parola d’ordine: “Résistance!”.  Tra le persone presenti con Jean-Luc Mélenchon vi erano molti sindacalisti della CGT, alcuni dei quali sono intervenuti.

Comunque LFI si sta confermando come un movimento fondato sulla pratica militante dell’apertura e del lavoro in comune senza gerarchie precostituite. LFI ha in programma due iniziative nazionali per valorizzare questa caratteristica:

–  una riunione nazionale, dal 24 al 27 agosto

– una convenzione del movimento sotto forma di assemblea rappresentativa da tenersi a ottobre.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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