Gennaio 17, 2022

AFV

Libera la tua mente

«Sul dopo terremoto la stampa ormai ha abdicato al suo ruolo»

La scrittrice Silva Ballestra. «Qui c’è una realtà dimenticata, in cui 20 geometri devono controllare 18mila edifici. Indispensabile informarsi dal basso»

il manifesto – Ernesto Milanesi

«Non so dire se la scrittura è cambiata dopo il terremoto. Ma passo molte ore al giorno cercando notizie per occuparmi di ciò che succede, grazie alle informazioni dal basso». Silvia Ballestra, anche se vive a Milano, resta «connessa» soprattutto con le sue Marche alle prese con lo sciame burocratico del sisma.

Ha pubblicato Vicini alla terra (Giunti, 12 euro) e partecipato volentieri venerdì al festival a San Lorenzo di Fiastra: «Questo è un territorio storicamente fuori dai grandi collegamenti e quindi abbastanza sconosciuto. Delle Marche spesso si sa poco o nulla, a maggior ragione del dopo terremoto. Poi magari al Salone del libro di Torino ritrovi la gente della Protezione civile piemontese e ti arrivano email dal Friuli che è rimasto l’unico esempio virtuoso nella gestione di questo tipo di emergenze».

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