Ormai assodato che gli Stati Uniti, da anni, riforniscono di strumenti di morte i tagliagole (inclusi quelli dell’ISIS) che da anni stanno insanguinando la Siria. Clamoroso è, comunque, la scoperta – documentata in questo articolo – che tra questi vi sia il perossido di idrogeno. Una sostanza che, ad alta diluizione, costituisce la familiare “acqua ossigenata” ma che ad, alte concentrazioni, mischiata con altre sostanze (sulle quali non è certo qui il caso di soffermarsi) diventa un potente esplosivo utilizzato per costruire ordigni artigianali o IEDs (Improvised explosive devices).

Sulle sostanze e i componenti utilizzati dall’ISIS per costruire gli IEDs, un Report, prodotto da Conflict Armament Research (una organizzazione con sede a Londra) documenta su tutte le aziende che, consapevolmente o meno, attraverso “triangolazioni” quasi sempre con la Turchia, la riforniscono. Ma un video, prodotto dall’esercito siriano in un deposito dell’ISIS e attentamente esaminato dagli autori del summenzionato articolo, rivela la sconcertante presenza di innumerevoli bidoni di perossido di idrogeno prodotti da una ditta dell’Alabama: la OCI.

Un’altra ditta “distratta” che non si preoccupa della destinazione finale della vendita del suo prodotto? Dal Report di Conflict Armament Research si direbbe di no. Si direbbe, quindi, che qualcuno negli USA abbia direttamente venduto all’ISIS il micidiale componente. Che, sia detto en passant, è stato usato dall’ISIS anche per le stragi all’aeroporto di Bruxelles e all’aereoporto di Mosca.

Francesco Santoianni

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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