Ottobre 26, 2020

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HUGO BLANCO, UN RIVOLUZIONARIO. “NOI, GLI INDIOS”, UN SUO LIBRO.

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Francesco Cecchini

CARTA D’IDENTITA’.

Titolo: Noi, gli indios

Autore: Hugo Blanco Galdós

Editore: Nova Delphi

Traduttrice: Gaia Capogna

Introduzione: Aldo Zanchetta

Anno: 2015

Pagine: 219

Costo: 14 euro

Noi, gli indios  racconta le tradizioni, la resistenza e la lotta dei contadini peruviani. È composto da 11 capitoli e inizia con la narrazione dello scambio di lettere che Hugo Blanco Galdós ha avuto, quando fu imprigionato a El Frontón, con lo scrittore José María Arguedas . In una recente intervista ad Ancora Fischia il Vento Hugo Blanco ha affermato: ” Los escritos de José María Arguedas los conocí ya en la prisión. Cuando lo leí, comprendí que no era «indigenista», sino el propio indio quien hablaba. Naturalmente me sobrecogió y me sentí profundamente identificado con él.” ” Conobbi  gli scritti di José María Arguedas in prigione e, quando l’ho letto, ho capito che non era indigenista, ma  un indio parlava, e naturalmente mi sorpresi e mi identificai con lui profondamente.”  Hugo Blanco conobbe José Maria Arguedas grazie alla moglie Sybila Arredondo, anche lei una rivoluzionaria che trascorse 14 anni nelle prigioni peruviane. Hugo Blanco chiamava José Maria Arguedas taytay, padre,che a sua volta si dirigeva a lui come fratello Hugo, caro, cuore di pietra e di colomba.  Hugo Blanco, nel suo libro, prende posizione  contro Mario Vargas Llosa che in La utopia arcaica distorce, minimizza il pensiero del taytayJosé. Per Blanco l’utopía di Arguedas no è arcaica como afferma Vargas Llosa, ma è il futuro in costruzione, inoltre non è un indigenista, ma un vero e proprio indio, come lui d’altra parte. Noi, gli indios narra  le esperienze di Blanco nella ribellione contadina nata a La Convención, Cusco e la sua vita di militante rivoluzionario, della prigione, delle condanne a morte, dei suoi esilli e delle lotte che continua ancora oggi. Hugo Blanco Galdós nacque nel distretto di Cuzco di Huanoquite nel 1934. Condusse la ribellione campesina del 1962. Questo fatto determinò la successiva riforma agraria, gestita dai militari, che Hugo Blanco critica per essere stata verticistica e senza una reale partecipazione. A 84 anni è ancora un attivista in difesa dei diritti umani e della natura. Attualmente, produce una serie di pubblicazioni tematiche e il mensile Lucha Indígena, che tratta gli eventi sociali e politici che avvengono in Perù, da un punto di vista dei popoli originari peruviani. Hugo Blanco è attualmente un militante ecosocialista: “Un socialismo degno di questo nome dovrà essere orientato ecologicamente, cioè dovrà essere un “ecosocialismo” dedicato al ripristino degli ecosistemi. La produzione all’interno dell’ecosocialismo deve essere orientata alla riparazione del danno degli ecosistemi”. Hugo Blanco conosce l’Italia, vi è stato un paio di volte, un volta per partecipare a un seminario organizzato nel 2012 organizzato da Aldo Zanchetta a Cortona  e un’altra nel 2015 per presentare in varie città Noi, gli indios. Prima delle elezioni politiche italiane dello  scorso 4 marzo ha dichiarato di sostenere Potere al Popolo.