Francesco Cecchini

Lavoratori di tutto il mondo unitevi. I filosofi hanno solo interpretato il mondo in diversi modi, il punto ora è di cambiarlo. Karl Marx
A duecento anni dalla nascita di Karl Marx, nato a Treviri il 5 maggio 1818, questo primo maggio si celebra mentre le contraddizioni del sistema capitalista si acutizzano, preparando il terreno a conflitti di maggiore intensità e dimensione. Il primo maggio non è una giornata di festa, ma di lotta. Le lavoratrici e i lavoratori non hanno nulla da festeggiare con quasi 4 morti al giorno sul lavoro, 168 finora nel 2018, omicidi il cui complice è il profitto capitalistico, con lo sfruttamento nelle fabbriche, con la miseria crescente che ormai riguarda 5 milioni di persone, con la precarietà del lavoro divenuta precarietà delle vite della maggior parte del popolo italiano. Lavoratrici, lavoratori, soggetti politici, sindacali, sociali, di movimento scenderanno in piazza il primo maggio per rivendicare:
– Lavoro sicuro e dignitoso per tutte e tutti.
— Reddito di autodeterminazione adeguato al costo della vita e diritti sociali
— Riduzione dellorario di lavoro e aumento dei salari
— Abrogazione del Jobs Act, della riforma Fornero e della Buona Scuola
— Adeguata retribuzione di stage e tirocini formativi
— Diritto al riposo nei giorni festivi
— Norme volte a tutelare maggiormente le vittime del caporalato
— Forme di welfare per lavoratrici e lavoratori autonomi
— Blocco delle esternalizzazioni in ogni settore pubblico
— Applicazione delle norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro e aumento del personale addetto ai controlli
— Per il diritto alla casa. Per sostenere politiche abitative basate sul recupero e riutilizzo del patrimonio pubblico e privato sfitto. Contro sfratti, precarietà, speculazione
Anche temi più generali come l’uscita dalla NATO, l’abolizione delle ingenti spese militari, la fine di missioni miltari, mascherate da missioni di pace, la solidarietà a popoli oppressi, che rivendicano autonomia e libertà, i saharawi, i curdi, i mapuche vanno agitati, Significativa è il primo maggio antimilitarista contro la base di Camp Darby a Pisa organizzato dal Comitato “Lavoratori e lavoratrici contro la guerra”, dalla Rete civica livornese contro la guerra, dal sindacato generale di base, dal prc pcl e pci con l’adesione di molte realtà, collettivi e giornali come la redazione di Lotta Continua.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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