LIBERI E UGUALI, DIVISI E ALLA DERIVA

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Francesco Cecchini

LIBERI E UGUALI SPERANZA, GRASSO, FRATOIANNI

Il probabile e prossimo governo Lega e M5 fa tirare un sospiro di sollievo a Speranza, Grasso e Fratoianni. Al tonfo del 4 marzo, al qulale si aggiunge quello delle regionali in Friuli Venezia Giulia sarebbero mancate elezioni anticipate entro breve, magari a luglio per spingere i Liberi e Uguali ancora più in alto mare. Comunque alla riunione dell’altro ieri per concordare l’Assemblea del 26 maggio non c’è unità sia sull’ Assemblea stessa sia con i rapporti con il PD; Mdp è possibilista, ma Grasso non si è espresso, Boldrini è favorevole, Sinistra Italiana contraria. Manca Possibile, in quanto il congresso per la sostituzione di Civati è in corso e si  concluderà il prossimo weekend. Sono in lizza due mozioni: quella di Reinventare la sinistra, legata alla candidatura a segretario di David Tozzo, ex parlamentare, e una per la candidatura a segretaria di Beatrice Brignone, anche lei ex parlamentare. Nel dibattito congressuale stanno emergendo dubbi sul fronte unico con gi ex dem e gli eredi di Nichi Vendola. Il futuro di Possibile si lega inevitabilmente al destino di Liberi e Uguali? Il soggetto politico nato in occasione delle ultime elezioni diventerà un partito? La riflessione è aperta. Il timore di dare vita all’ennesima struttura priva di anima e radicamento è evidente. A sinistra non sarebbe la prima volta. La mozione Brignone afferma“Se vorrà continuare, il progetto di Liberi e Uguali non potrà essere ingessato in uno sbrigativo congresso fondativo utile solo al bisogno di nuove mostrine per generali che hanno già perso troppe battaglie, e ad assicurarsi una presenza alle prossime (forse imminenti) elezioni politiche senza bisogno di raccogliere firme. E’ ora più che mai necessaria una sburocratizzazione di LeU: trasformarla in uno spazio politico inclusivo, non esclusivo, non in una ridotta”  Anche dentro Mdp-Articolo 1, il movimento fondato da fuoriusciti del Partito democratico, come Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema, vi sono riflessioni circa il futuro di Liberi e Uguali. Vi è divisione tra chi pensa di  continuare l’esperienza di Liberi eUguali , come polo di sinistra alternativo al Partito Democratico Ma e  chi sogna una riunificazione con il Partito Democratico, innanzitutto se questi prenderà le distanze da Matteo Renzi.  Sinistra Italiana è la terza componente di Liberi e Uguali. Ad aprile si è tenuta la prima assemblea nazionale dopo le elezioni,  per riflettere sul disastro del 4 marzo. Il segretario Nicola Fratoianni, ha dato le dimissioni,  ma sono state respinte. La linea, in genere, resta favorevole al progetto di Liberi e Uguali e contraria a una convergenza con il Partito democratico. Ma  vi sono posizioni differenti. Una parte di Sinistra ItalianaI guarda al centrosinistra, altri a  Potere al Popolo. Va detto che una gaffe politica di Liberi e Uguali è stata quella di puntare a Grasso come leader della formazione. Grasso è stato un buon magistrato, un discreto presidente del Senato, ma  è una specie di Ingroia 2.0, con poco carisma politico.                                                                      La batosta elettorale ha prodotto uno sparuto gruppo di eletti: 14 deputati e 4 senatori, con poco peso, vedere il ruolo marginale di Liberi e Uguali durante le esplorazioni di Mattarella per un nuovo governo. Ora dovrà affrontare l’opposizione al govermno grillino-leghista. Sarà a traino del Partito Democratico o farà un’opposizione militante in collegamento con i bisogni politci, economici e culturale della società reale italiana? Inizierà a denunciare subito quella che è probabilmente la prima condizione che Salvini pone: il ministero degli interni a lui o a un suo uomo, per lanciar la sua campagna razzista di espulsione dei migranti, ma anche di sgombero dei centri sociali, mano libera alla polizia per la repressione, armi in mano ai fascio leghisti in nome della legittima difesa e altro.

Links con altri articoli sono i seguenti:

http://www.ancorafischiailvento.org/2017/12/07/liberi-uguali-la-cosa-rosa/

http://www.ancorafischiailvento.org/2018/01/16/liberi-uguali-divisi-incoerenti/

http://www.ancorafischiailvento.org/2018/01/29/x4-marzo-partito-democratico-liberi-uguali-potere-al-popolo/

http://www.ancorafischiailvento.org/2018/02/28/perche-non-votare-liberi-uguali/

 

 

 

Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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