Maggio 28, 2020

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COLOMBIA 7 AGOSTO, DA SANTOS A  DUQUE.

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Francesco Cecchini

Bogotá, marcia per la vita e la pace.

È un momento particolarmente critico quello che sta vivendo la Colombia oggi. Forse il più critico dalla firma degli accordi di pace del 24 novembre 2016, tra il governo di Juan Manuel Santos e l’ex-guerriglia delle FARC-EP. La Colombia inizia la nuova presidenza di Duque con molti problemi.

DUQUE PRESIDENTE.

L’uomo di destra Ivan Duque ha assunto la presidenza della Colombia martedì scorso, determinato a rafforzare la politica di pace del suo predecessore,ad asfissiare diplomaticamente il governo di Nicolás Maduro in Venezuela ed altro ancora. Avvocato di 42 anni e delfino dell’influente exmandatario e senatore Álvaro Uribe, indagato dalla Corte Suprema,Duque ha giurato per la per la quale è stato eletto per quattro anni il 17 giugno. Significativo che alla cerimonia erano presenti presidenti latinoamericani conservatori, meno Evo Morales presidente della Bolivia  e nessuno altro della bolivariana ALBA.

PROCESSO DI PACE.

Duque, appena eletto ha avvertito che modificherà gli accordi di pace con le FARC senza romperli. Era stata una delle sue promesse come candidato. La decisione di Duque, sollecitata dall’ex presidente Álvaro Uribe, può complicare l’applicazione di quanto concordato da Juan Manuel Santos Gli accordi di pace con le FARC sono un   un aspetto cruciale di questa fase in Colombia

FARC. Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común.

Il partito nato dalle FARC-EP,  ha rilasciato una dichiarazione in cui “esprime la volontà di incontrare il presidente eletto per presentare le proprie opinioni sull’attuazione dell’accordo di pace”. Il suo leader, Rodrigo Londoño, Timochenko, ha tuttavia avvertito che se Duque dimentica l’applicazione degli accordi di pace, “l’unica cosa che realizzerà sarà portare il paese in un nuovo ciclo di violenza multipla”.

ELN. Ejército de Liberación Nacional.

L’ ELN ha concluso il sesto turno di negoziati all’Avana con il governo di Santos senza raggiungere un accordo su un cessate il fuoco bilaterale. In genere gli accordi ottenuti non sono importanti. L’ELN aspetta ora una delegazione del governo Duque, ma non è un fatto scontato automatico. Riguardo ai dialoghi con l’ELN, Duque ha detto: “Quel tavolo, come viene proposto, non dovrebbe continuare”. Da altre dichiarazioni Duque ha fatto capire che si aspetta che l’ELN si concentti in una qualche zona e deponga le armi. Non un accordo di pace, quindi, ma una resa.

MASSACRO DI LEADER SOCIALI ED EX GURRIGLIERI E PARAMILITARISMO.

Il massacro è continuo. In soli sette mesi del 2018, 26 membri smobilitati delle FARC sono stati uccisi. Sono due casi più di quelli dell’anno scorso e rivela la crescita di una nuova minaccia al post-conflitto: gli attacchi contro i membri delle FARC-EP, che hanno deposto le  armi. L’ultimo massacro è avvenuto pochi giorni fa a El Tarra, Norte de Santander. Nove sono le vittime. Nel pomeriggio un gruppo di uomini incappucciati e in motocicletta, hanno attaccato con armi da fuoco un gruppo di contadini che si trovavano in un locale della città di El Tarra. Tra i nove contadini uccisi c’era il presidente della commissione d’azione comunitaria del chilometro 84, Frederman Quintero, che a sua volta era presidente del comitato Veredal dell’Associazione campesina di Catatumbo

E’ chiaro che i paramilitari agiscono a Valle y Cauca, e usano nomi di facciata come Águilas Negras o Gaitanista delle Forze di Difesa della Colombia, usando varie strutture armate per compiere la loro missione, ma fino ad oggi lo Stato non prende misure per prevenire le centinaia di omicidi contro leader sociali ed ex guerriglieri. Inoltre lo Stato nega l’esistenza di strategie e di politiche paramilitari nel paese. Al riguardo va ricordato che Duque è un uomo di Uribe che ha legami storici con il paramilitarismo. .

VENEZUELA.

Duque in un chiaro messaggio al Venezuela, ha dichiarato” Denunceremo e respingiamo qualsiasi tipo di dittatura nel continente americano”. Confermando che considera il Venezuela socialista e bolivariano un nemico. E ha chiarito che lo farà “con parole e argomenti, senza alcun atteggiamento bellicoso”. Non poteva essere altrimenti visto il coinvolgimento della Colombia nell’attentato a Maduro.

DONALD TRUMP.

Subito dopo l’elezione Duque è volato negli Stati Uniti da Donald Trump.

A fine 2016 il presidente Manuel Santos annunciò un prossimo accordo di cooperazione con la NATO. L’accordo fu firmato a Bruxelles il 25 giugno 2017 e approvato lo scorso luglio dal parlamento colombiano con una legge . L’accordo segue quello firmato con gli Stati Uniti, il 30 0ttobre 2009, “Accordo complementare per la cooperazione e l’assistenza tecnica in difesa e sicurezza”. In pratica un’annessione della Colombia agli Stati Uniti, in quanto a disposizione basi militari e aeroporti, anche civili, che possono essere utilizzati dalla NATO. L’accordo fu firmato da Álvaro Uribe Vélez, dal suo successore Juan Manuel Santos e da Barack Obama. Rodrigo Londoño Echeverri, Timochenko, ex capo militare della FARC-EP e ora candidato a presidente per il partito FARC ha criticato l’accordo di cooperazione militare con la NATO, in quanto può far intervenire truppe colombiane in lontani paesi del mondo a difendere i profitti di grandi consorzi internazionali o a destabilizzare il vicino Venezuela. La Colombia è per gli Stati uniti un  Patio Trasero e Duque sarà un buon e ubbidiente custode del cortile.

URIBE.

L’ex-presidente Uribe, uomo dell’estrema destra e dell’oligarchia dovrà affrontare un processo. Uribe ha aperto una causa contro Iván Cepeda, un senatore progressista e portavoce della grande organizzazione per i diritti umani Movice (oltre che figlio di un congressista della UP assassinato nel 1994 dai paramilitari). Da sempre Cepeda denuncia le connivenze, se non l’aperto coinvolgimento dell’ex-presidente, nelle attività dei paramilitari, considerandolo uno dei principali mandanti. Denunciato per diffamazione da Uribe, dalle indagini che sono seguite è uscita una tale quantità di materiali per supposte frodi processuali e corruzione di testimoni che la procura ha finito per incriminare lo stesso ex-presidente. E, cosa inedita nella storia giudiziaria colombiana, la Corte Suprema ha dato il via libera al processo. Il clamore di vedere Uribe sul banco degli imputati ha suscitato un senso di panico tra le fila delle destre e ha entusiasmato i suoi avversari, sicuri che questo potrà stappare uno scandalo gigantesco

LA MARCIA PER LA VITA CHE  SI OPPONE A DUQUE.

Il 7 agosto, coincidendo con la presa di possesso di Duque vi è stata in tutta la Colombia, a Bogotà, Cali, Santa Marta, Villavicencio, Bucaramanga, Cartagena e in altre città ancora, la Marcia per la Vita.  L’iniziativa è promossa dal movimento politico Colombia Humana, ma hanno aderito partiti come FARC . Il senatore ed ex candidato presidenziale Gustavo Petro ha dichiarato in una conferenza stampa: ” Martedì marciamo per la pace, la vita e la giustizia, che devono essere difese.” Vi sono state marce anche in altri paesi come la Spagna. La partecipazione è stata buona, l’opposizione a Duque cresce.