Di Walter Clemens

I parallelismi tra l’ascesa al potere di Adolf Hitler e quella  di Donald J. Trump sono stati ampiamente osservati. Un nuovo libro di James M. Longo, Hitler and the Habsburgs: The Führer’s Vendetta Against the Austrian Royals ( (La vendetta del Führer contro i Reali austriaci – Diversion Books, 2018), porta alla luce le analogie e  anche le differenze. Come nell’America del 21° secolo, le preoccupazioni economiche e politiche annebbiavano il giudizio di molti tedeschi e di altri popoli negli anni ’20 e ’30. In tutto il continente, come dice Longo, le persone “cercavano un capo, un salvatore, un dittatore per salvarli dalle loro sofferenze economiche e politiche. Hitler ha creduto di essere quell’uomo.” L’aspirante  Führer parlava soltanto tedesco, ma si è dimostrato “un camaleonte in grado di articolare la lingua non parlata delle emozioni dei suoi ascoltatori.”

I ricchi industriali hanno finanziato in segreto l’ascesa di Hitler al potere dopo il 1924. Ai lavoratori disoccupati prometteva piena occupazione; per il tedesco dimenticato prometteva rispetto. Hitler ottenne appoggio finanziario e molti seguaci, ma desiderava ardentemente la legittimità e il potere politico per far diventare realtà la sua visione. In pubblico Hitler incontrava folle entusiaste. A porte chiuse  seduceva  i ricchi monarchici. Un terzo della antica nobiltà tedesca si iscrisse al Partito nazista, mentre molti altri lo appoggiavano con il loro silenzio. Anche il Presidente Trump desidera ardentemente i simboli della legittimità e cerca di distruggere qualsiasi segno che riveli che non è stato debitamente e liberamente eletto.

L’acuta giornalista americana Dorothy Thompson aveva intervistato  Hitler e lo  ha descritto come un “agitatore geniale…il demagogo  più dotato di una lingua dorata tra tutti i demagoghi.” Consigliava i suoi lettori: “Non preoccupatevi del fatto le cose che dice, lette il giorno successivo su fredda carta di giornale, sono di solito pure sciocchezze.” Per comprendere che cosa succedeva, “Dovete immaginare le folle alle quali si rivolge: persone insignificanti, gravate da un sentimento di inferiorità.” Gli appelli al loro orgoglio di razza erano “la forma più scadente di autoesaltazione.” Se erano indebitati, se non avevano avuto successo nella vita, c’era ancora la consolazione di appartenere alla razza superiore.

Hitler diceva esplicitamente che i tedeschi erano una razza superiore alla quale è stato ordinato di conquistare la terra. Trump non si spinge tanto aventi nell’elogiare la sua razza, ma fa cenno alla sua superiorità e alla  necessità di espellere gli stranieri dal suolo degli Stati Uniti. Trump nega di essere razzista, ma fornisce ai suoi seguaci ogni motivo per disprezzare le persone di colore – dalla famiglia Obama ai Latinos che vanno a piedi verso il nord, ai Musulmani che cercano un rifugio sicuro dalla guerra e dal fanatismo ideologico. Le suggestioni di Trump che Obama fosse nato in Africa, hanno espresso la sua sindrome razzista.

La vita personale di Hitler, e le sue politiche, come quelle di  Donald Trump, avrebbero dovuto essere un anatema per i credenti seri di una religione, ma Hitler ha cercato di mettere a tacere i suoi critici e di unire i suoi seguaci unendo le chiese luterane indipendenti in una “Chiesa Protestante del Reich.” Ardente nazista, Ludwig Müller ne divenne il vescovo che le presiedeva. Aveva esaminato il clero luterano per assicurarsi che fosse “politicamente affidabile”, cioè che accettasse la superiorità della razza ariana. Questa tattica  ha precorso  la nomina decisa da Trump,  nel novembre 2018, di Matthew G. Whitaker, come Procuratore Generale ad interim. Pochi anni prima, quando Whitaker ha fatto la campagna elettorale per il Senato, ha cercato i voti dei Cristian Evangelici contrari all’aborto, dicendo, durante un dibattito di un candidato che avrebbe  esaminato  i candidati a diventare giudice federale, per assicurarsi che avessero una “visione biblica della giustizia.” Sia Hitler che Trump hanno nominato dei lupi per fare la guardia al pollaio.

Nell’agosto 2017, Whitaker ha scritto che “l’indagine di Mueller su Trump sta andando troppo lontano”. Ha affermato che il Consiglio Speciale  aveva oltrepassato i limiti della sua inchiesta quando ha iniziato a esaminare le finanze della famiglia Trump. Questa sarebbe una “linea rossa” che il signor Mueller non dovrebbe attraversare, avvertendo che renderebbe l’indagine una “caccia alle streghe”, un rimprovero preferito del presidente.

Come gli Stati Uniti con Trump, la Germania negli anni ’30 aveva la sua propria versione di città-rifugio dove gli ordini del Führer non arrivavano. Il “Nido d’aquila” di Hitler a Berchtesgaden aveva il ruolo del ritiro di Trump di Mar-a-Lago a Palm Beach. Trump non ha esposto i suoi programmi in un libro come Mein Kampf,ma il suo libro,  Art of the Deal (L’arte di fare affari), scritto in gran parte da Tony Schwartz, rivelava il transazionalismo da egocentrico. Hitler si vantava di essere il più grande tedesco di tutti i tempi; Trump, più modestamente, si è vantato soltanto di

essere uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti.

In seguito alle elezioni del novembre 2018, Paul Krugman ha scritto sul suo blog che “Trump non è un dittatore  proprio come poteva avere desiderato di essere. Può dire ai funzionari federali di non parlare, ma non può dire ai privati cittadini, compresi i procuratori licenziati, di non testimoniare quando sono convocati dal Congresso. Il suo muro difensivo è stato violato, in modo grave. “Con i Democratici che controllano la Camera dei Rappresentanti,” Trump non può davvero uccidere l’inchiesta del [Consiglio Speciale] – perché ora le persone con potere di citazione possono chiamare Mueller e colleghi per la testimonianza e tirare fuori i fatti,  comunque.” Ora, “Trump scoprirà cosa significa la parola ‘supervisione’. Ha avuto due anni molto comodi con un governo unificato a sua completa disposizione. Ora scoprirà che cosa è veramente la politica “.

Al contrario della Germania negli anni ’30, le istituzioni politiche degli Stati Uniti, hanno continuato, nell’era di Trump, a offrire un baluardo contro un probabile despota. Più di metà della cittadinanza degli Stati Uniti, aveva una opinione sfavorevole di Trump. Invece, come si era espresso Ian Kershaw su Der Spiegel Online(30 gennaio 2008), “tra la morte di Hindenburgh nell’agosto 1934 e l’espansione in Austria e nei Sudeti, quattro anni dopo, Hitler è riuscito davvero a ottenere l’appoggio della vasta maggioranza dei Tedeschi, qualcosa di enorme importanza per l’andamento disastroso della politica tedesca nel futuro.” Negli Stati Uniti, le elezioni del 2016 e del 2018 hanno dimostrato che metà degli elettori americani  sostenevano Trump e le sue politiche. La lingua dorata del presidente potrebbe non salvarlo dalle rivelazioni che devono ancora arrivare, riguardanti le sue trasgressioni economiche e di altro genere.

Walter Clemens è  Professore Emerito di Scienze Politche alla Boston University e Professore  Associato al Centro Davies per gli Studi Russi ed Euroasiatici della Università di Harvard. Ha scritto Complexity Science and World Affairs (SUNY Press, 2013).

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://www.counterpunch.org/2018/11/15/how-two-demagogues-inspired-their-followers

Originale: non indicato

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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