Francesco Cecchini

Aminatou Ali Ahmed Haidar

Aminatou Ali Ahmed Haidar nata a Laayoune, Sahara Occidentale, il 24 luglio 1966 è un’attivista per i diritti umani del popolo saharawi. Aminatou risede ancora a Laayoune, ma gira il mondo a sostenglo della causa saharawi.
STORIA DI AMINATOU.
Il 17 giugno 2005 fu arrestata in ospedale dove era ricoverata per essere curata per le lesioni inflitte dalla polizia in una dimostrazione durante l’Intifada non violenta per l’indipendenza e incarcerata nella prigione nera di Layaoune dove fu torturata. Il 14 dicembre 2005 fu condannata a 7 mesi di prigione. Per la sua scarcerazione fu avviata una campagna internazionale, alla quale partecipò anche il Parlamento Europeo. Dopo sette mesi di prigione fu scarcerata e la liberazione fu salutata da molte manifestazioni. Appena liberata Aminatou dichiarò: ” La gioia è incompleta senza la scarcerazione di tutti i prigionieri politici sahrāwī, e senza la liberazione di tutti i territori della patria ora sotto occupazione degli oppressori.” Anche la proibizione a espatriare fu revocata. Aminatou sta da allora svolgendo il ruolo di ambasciatrice itinerante della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi con contatti ufficiali con governi e associazioni.
RECENTI PRESE DI POSIZIONE DI AMINATOU.
Alla guida di una delegazione Aminatou alla 43a conferenza internazionale a sostegno del popolo saharawi, tenutasi il 19 novembre a Madrid, ha denunciato i tentativi di modificare la decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea (CGUE) sull’accordo di pesca dell’UE con il Marocco, la cui sentenza considera che le acque del Sahara non siano il territorio marocchino. Francia e Spagna vogliono cambiare questa decisione, il che significa sostenere l’occupazione e la repressione dell’apparato statale marocchino contro la popolazione del Sahara occidental. Aminatou ha inoltre denunciato che la repressione marocchina è peggiorata dal 2014, in seguito al tentativo di includere un paragrafo che concede maggiori poteri al Minurso (Forza d’intervento delle Nazioni Unite nel Sahara occidentale) e ha affermato che ci sono persino attacchi che riguardano la cultura popolare saharawi. L’attivista ha sottolineato la consapevolezza di una popolazione sempre più giovane grazie ai social network: “Internet sta rompendo il muro del silenzio. Inoltre, la coscienza politica emerge in età sempre più giovane. I bambini 8, 9 e 10 si rifiutano di cantare l’inno del Marocco nelle scuole. La popolazione saharawi sta vivendo un peggioramento delle condizioni di vita precarie. Nell’ accesso al lavoro hanno la priorità marocchini che vivono nel Sahara occidentale, rispetto alla popolazione saharawi. Il sentimento di disperazione è in crescita, con conseguente aumento dell’emigrazione, soprattutto quella dei giovani, alle isole Canarie. Non abbiamo alcun odio verso il popolo marocchino vogliono vivere in pace, ma non a nostre spese.” Inoltre ha espresso solidarietà ai prigionieri politici del Rif, sperando in una solidarietà reciproca.
Aminatou ha concluso con forza: “Non accetteremo mai un’ autonomia all” interno del Marocco, ci impegniamo a tenere un referendum sull’autodeterminazione del Sahara occidentale “.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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