Ottobre 28, 2020

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LE COMPAGNE CAMILA VALLEJO E KAROL CARIOLA CON IL POPOLO MAPUCHE.

23 de noviembre de 2018/SANTIAGO Karol Cariola (I) y Camila Vellejos (D) durante la alfombra roja del Copihue de Oro 2018, que se realiza en Arena Monticiello. FOTO: SEBASTIAN BELTRAN GAETE/AGENCIAUNO

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Camila Vallejo e Karol Cariola


Francesco Cecchini


I Mapuche (termine composto dalle parole Che, Popolo, e Mapu, della Terra) sono il popolo originario che attualmente vive divisa fra Cile e Argentina. La loro storia è simile a quella di tanti altri popoli originari, massacrati, privati delle loro terre dagli europei. La storia si ripete sempre uguale dappertutto nel mondo. Quello che noi chiamiamo progresso, per i nativi è solo distruzione e morte. Il popolo Mapuche pratica ora la disobbedienza pacifica, ma che potrebbe diventare armata, per la decolonizzazione.
In Cile e Argentina continua la repressione del popolo Mapuche. Un esempio recentissimo è quanto accaduto a Moira Ivana Millán. Moira , una weichafe, guerriera, sabato scorso ha lanciato, disperata, un appello di aiuto per la scomparsa della figlia llanka Millán di 19 anni. Da un anno Moira Millán sta ricevendo minacce di morte per lei e le figlie a causa della loro lotta per la verità nel caso della sparizione e assassinio del giovane Santiago Maldonado e per un’occupazione pacifica del tribunale di Esquel dopo violente incursioni nella comunità di Cushamen, dove Santiago sparì. Oltre a ricevere continue telefonate minacciose e violente, alla porta di casa venne anche messo un animale morto con un filo attraversato nel cuore. Moira presentò al tribunale di Esquel l’ habeas corpus senza ottenre nessuna attenzione.
Dopo una ricerca di tre giorni Llanka è ricomparsa. Moira ha immediatamente informato che la figlia sta bene. Probabilmente è stato un altro avvertimento alla guerriera mapuche Moira Ivana Millán e alle sue figlie, perché smettano di lottare e si arrendano.
In Cile le deputate comuniste Karol Cariola Camila Vallejo sostengono con impegno continuo la lotta del popolo Mapuche. All’evento Copihue de Oro che il giornale La Cuarta orgnizza alla Gran Arena MontIcello si sono presentate con le magini nelle gonne di Gladys Marín y Pedro Lemebel, ma anche con una bandiera mapuche, per dar rilievo a quanto accaduto a Camilo Catrillanca di 24 anni, assassinato il 14 novembre nella comunità di Temucuicui, regione dell’ Araucanía. Camillo ha lascia una figlia di sei anni e la moglie in stato di gravidanza.
Karol Cariola e Camila Vallejo hanno chiesto giustizia per Camilo affermando: “Stiamo alzando la bandiera del popolo mapuche perché non possiamo smettere di chiedere giustizia per il popolo ma puche, e in particolare per Camilo Catrillanca.”. Camillo era il nipote di Juan Segundo Catrillanca, lonko della comunità, e figlio di Marcelo Catrillanca, storico militante per i diritti del popolo Mapuche.
Camillo è stato assasinato dal Comando Jungla che è un corpo speciale dei carabinieri cileni dal grilletto facilissimo, addestrato in Colombia. Opera nella Patagonia cilena, in particolare nelle zone dove la resistenza dei Mapuche è più intensa, con lo scopo di pacificare la regione che per lo Stato si chiama Araucania. In Cile e in Argentina sta crescendo la protesta contro il Plan Aracaunia, che ogni giorno di più sembra voler raccogliere lo spirito della conquista coloniale del deserto (con annesso sterminio delle popolazioni locali) in nome della pacificazione.

Il manifesto accusa dellassassinio del ragazzo mapuche il terrorismo di Stato e il Comando Jungla, voluto dal presidente Pinera per tenere a bada la forte resistenza indigena