Luglio 12, 2020

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Netflix produrrà un film su Tiziana Cantone

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Da pagina fb Sveva Basirah Baldini (ERETICA)

Netflix produrrà un film su Tiziana.

Tiziana Cantone si è tolta la vita due anni fa, all’età di 31 anni, dopo 17 mesi di battaglia legale contro l’uomo e le persone che hanno messo i suoi video hard su Internet senza il suo consenso, fenomeno che oggi viene chiamato revenge porn e che, visto a cosa spesso porta, la madre chiama “femminicidio virtuale”.
Tiziana voleva l’oblio. Voleva che tutto quel materiale sparisse, ma il web ha cominciato a produrre parodie, meme e a moltiplicare all’infinito le condivisioni e le visualizzazioni. Anche per strada veniva riconosciuta. In Italia una legge sul revenge porn ancora non esiste e lei avrebbe dovuto risarcire il tribunale di 20mila euro per un tentativo di rimozione del materiale che si è rivelato poi completamente inutile.

Tutt* ci siamo domandat* perché il desiderio di Tiziana di sparire dalla bocca di tutt* non venga rispettato con la già prossima messa in onda di questo documentario Netflix sul suo caso, giacché la giustizia, che ha lavorato poco e male, e Internet ancora non rispettano la sua memoria. Mi sono messa a leggere e sentire le dichiarazioni della sua mamma, Maria Teresa Giglio, che raccontava della relazione che la figlia aveva con Sergio Di Palo, uomo che a lei non era piaciuto da subito. All’inizio era il principe azzurro, l’uomo forte, quello che “l’avrebbe protetta” e che le ha fatto un love bombing da paura di cui, spiega la mamma, Tiziana pensava di aver bisogno. “L’aveva depersonalizzata”, dice, e a poco a poco di lui vennero fuori le manie di controllo, il vizio di parlare per lei e sopra di lei e tante altre tecniche di manipolazione degne del più bastardo dei maschilisti narcisi. È stato lui a convincerla a girare questi video ed è stato lui a diffonderli e a continuare a perseguitarla chiamandola per obbligarla a rimettersi con lui.

Ascoltando Maria Teresa, capisco perché c’è bisogno di un documentario, forse anche leggendo i commenti da vomito (prevalentemente di uomini) che ancora circolano sotto le notizie che riguardano Tiziana. Non è solo per la legge. È per mostrare cosa sia una relazione tossica, come si svolge una relazione con un narcisista patologico, quali possono essere i risvolti, per dare un’idea di quali siano le emozioni e le insicurezze in ballo in queste relazioni, per dare le giuste colpe morali, ovvero tutte a chi ha pubblicato il video e a chi lo ha diffuso, e non a lei, perché il sesso non è sporco e non lo sono le donne che lo fanno.
Speriamo che il film-documentario meriti. Che sia fatto a regola d’arte. Se no non ne varrà la pena.
E noi, “femminazi”, siamo qui a rivendicare ogni giorno il diritto a spogliarsi e il diritto ad avere piena giustizia, ad aiutarci in reti di sorellanza, hacking e antiviolenza, a spenderci per cambiare una cultura femminicida e smantellare il romanticismo tossico, a raccontarci, a ricordarci. Fino alla fine anche nel ricordo di Tiziana.

Per ascoltare la mamma: https://www.raiplay.it/video/2018/01/Suicidio-Tiziana-Cantone-la-mamma-quotMia-figlia-vittima-di-femminicidio-virtualequot—22012018-fd5639eb-0546-4891-9344-f267bffe6040.htmlhtml

https://tv.fanpage.it/la-madre-di-tiziana-cantone-mia-figlia-veniva-manipolata-sto-cercando-ancora-giustizia/

Per firmare la petizione per la legge: http://chng.it/Qq9PybGt