I numeri sono impietosi: dalle politiche alle regionali il Movimento è passato dal 40% al 18% dei consensi, mentre la Lega (col centrodestra) ha raddoppiato i voti. Se questo è l’antipasto delle europee, per Di Maio & co sarà una catastrofe. E il peggio arriverà dopo

Difficile adesso continuino a far finta di niente, a dire e a dirsi che sono solo sondaggi, che le elezioni locali contano poco, che sono tutta un’altra storia, che la ggente è ancora con loro. Quella abruzzese, per il Movimento Cinque Stelle è una batosta elettorale e politica di quelle che fanno malissimo e lasciano il segno. Il 18% dei voti là dove il 4 marzo si era lambito il 40%. Il Partito Democratico che col suo candidato li sopravanza di dodici punti. Il centrodestra unito che anziché sparire, stravince. E Salvini che drena di tutto: sia il consenso di Forza Italia, sia quello pentastellato, arrivando a raddoppiare il consenso leghista nel giro di nemmeno dodici mesi, dal 14% al 28%.

Se queste sono le prove tecniche delle elezioni europee, servirà più di un Maalox, questa volta. E non mancheranno i processi interni. Perché qualcuno dovrà rendere conto, ad esempio, dell’acquiescenza del Movimento rispetto all’agenda leghista, dai porti chiusi al decreto sicurezza, nonostante il Movimento possa contare su una forza parlamentare di gran lunga superiore

Continua…

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/02/11/abruzzo-la-waterloo-dei-cinque-stelle-di-governo-e-adesso-comunque-vad/41054/

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza cookie indispensabili per il suo funzionamento. Facendo clic su Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookie.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy