Francesco Cecchini

Martedì 12 febbraio il Parlamento europeo ha approvato il nuovo accordo di pesca tra l’Unione Europea  e il Marocco, rinegoziato dopo il rigetto del precedente da parte della giustizia europea, per il fatto che non teneva conto del Sahara occidentale. Questo nuovo accordo di partenariato, è stato votato a maggioranza, 415 voti a favore, 189 contrari, dopo il rigetto di una risoluzione presentata dai Verdi e da altri che chiedeva di sotoporre questo nuovo testo alla valutazione della Corte di giustizia.

L’accordo consente alle navi di 11 Stati membri dell’UE di accedere alla “zona di pesca marocchina” per pescare acune specie di pesci in cambio di un contributo economico . Oltre il 90% delle acque dell’accordo si trova adiacente al Sahara occidentale.

Un anno fa la Corte di giustizia aveva ritenuto che l’UE e il Marocco dovevano rinegoziare l’accordo perché in contrasto con il diritto internazionale in quanto violava il principio di autodeterminazione del Sahara occidentale.  Il nuovo accordo ora specifica che questo deve ottenere l’appoggio della popolazione locale, quindi del popolo sahrawi.

Il testo approvato, si legge in un comunicato del Parlamento, “non pregiudica l’esito del processo politico sullo status finale del Sahara occidentale e sostiene pienamente gli sforzi delle Nazioni Unite per raggiungere una soluzione politica che consenta l’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale “.

Il Fronte Polisario, considerato il rappresentante del popolo sahatawi dalle Nazioni Unite e parte del processo di pace in coro che ha come obiettivo un referendum sull’atoderminazione del Sahara occidentale, non ha voluto partecipare alla consultazione e ha espresso nel corso discussioni tecniche la sua opposizione di principio sull’accordo .

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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