Riceviamo e pubblichiamo

“Le elezioni in Sardegna fanno emergere un dato chiaro, ovvero la necessità di un ripensamento strategico della sinistra”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista. “Due vie d’uscita a mio modo di vedere. Il primo, riprendere con forza la questione dello scontro capitale-lavoro, e riprenderci i lavoratori i quali, inconsapevolmente, inseguono sirene di altra natura, di certo non classiste, che non faranno mai i loro interessi. Secondo, avviarsi verso una unità d’intenti tra le forze politiche antisistema che duri nel tempo e non sia solo una questione tattica da sventolare per convenienze di corto respiro.”

“Dobbiamo, quindi, nel breve periodo ripartire con forza dal contrasto al liberismo, punto di partenza per una lista unitaria a sinistra. La questione principale non va posta solo sul fronte dell’immigrazione, tema senza dubbio importante ma che farebbe il gioco di Salvini e della Lega. La sinistra, invece, deve riprendere alcune parole d’ordine di vecchio stampo. Il conflitto tra chi lavora per un salario e chi fa profitti esiste tutto. Poi c’è la questione della mancanza di lavoro, il ché non significa schiavizzare donne e uomini per pochi euro e poter dire che l’occupazione è in ripresa, ma considerare che siamo nel mezzo della rivoluzione industriale 4.0 e il lavoro sarà necessariamente sempre meno. Dobbiamo cominciare a discutere di nuovi processi di produzione e di distribuzione della ricchezza.”

“Penso che le classi meno abbienti possano ritrovare un punto di riferimento in una sinistra con una visione strategica diversa che però dovrà puntare su alcune componenti di rottura rispetto allo status quo”, conclude Santoro. “Non si può pensare che la Lega, il M5S oppure il PD facciano gli interessi di chi lavora, di chi cerca lavoro, oppure di chi è precario.”

Di AFV

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Un pensiero su “Sardegna. Santoro (CS): è necessario un ripensamento strategico della sinistra”
  1. Concordo. Il punto è proprio quello del lavoro e dei lavoratori. Mi pare però che la sinistra si stia impegnando unicamente sul fronte immigrazione (con una posizione no border irresponsabile) o su temi interclassisti (anche importanti) come quelli del movimento LGBTQ o certi movimenti femministi tipo mee too che di fatto sono l’ala sinistra dello schieramento globalista e del capitalismo liberista. Occorre anche approfondire il tema “fine del lavoro” perché se c’è una cosa che non manca è il lavoro che serve per migliorare la vita della collettività. infine è necessario il ricupero della Sovranità dello Stato per sottrarsi alle politiche contro il lavoro di UE, BCE, FMI.

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