Manifestazione di studenti ad Algeri contro il quinto mandato di Bouteflika


Francesco Cecchini


La parola hogra in Algeria significa l’insofferenza popolare per l’oppressione con l’abuso del potere e della forza che alla fine sfocia nella rivolta. Ed è quello che sta succedendo in questi giorni in Algeria.
Mentre Abdelaziz Bouteflika è dal 24 febbraio è in Svizzera per cure e dovrebbe rientrare domenica 3 marzo per depositare il dossier della sua candidatura, l’Algeria sta insorgendo sta insorgendo contro il suo quinto mandato.

Abdelaziz Bouteflika


Una settimana dopo l’inizio della protesta contro un quinto mandato di Abdelaziz Bouteflika, venerdì 1 marzo è stata una giornata di mobilitazione in Algeria in tutte le città, Orano, Blida, Costantine, innanzitutto ad Algeri e in decine di altre città. Questa di venerdì primo marzo è stata chiamata la Million Man March e in tutto il paese l’obiettivo è stato sostanzialmento raggiunto, molti gli studenti, ma anche i lavoratori. Lo spiegamento poliziesco-militare anche se in alcuni luoghi hanno usato gas lacrimogeni, non è riuscito a intimidire il popolo algerino. La denuncia della candidatura dell’attuale presidente per le elezioni presidenziali del 18 aprile è forte e sta crescendo. Ovunque si è sentito il grido : ” Siamo governati da dinousuri!” Militanti di diritti umani hanno dichiarato all’unisono: ” Dei dinousauri ci parlano di dignità storica, ma il posto di Bouteflika e dell’FLN è al museo. C’è bisogno di un cambiamento storico.”
Militanti di diritti umani e semplici manifestanti hanno dichiarato all’unisono: ” Dei dinousauri ci parlano di dignità storica, ma il posto di Bouteflika e dell’FLN è al museo. C’è bisogno di un cambiamento storico.” Bouteflika al potere dal 1999, ammalato in sedie a rotelle, è considerato il simbolo della corruzione e della mala gestione delleconomia che affligge il paese. Proprio la sua figura sta cementando lAlgeria, la sta unendo nel rigetto di una politica radicata e opaca, con i militari che continuano a mantenere un ruolo dietro le quinte ma centrale nellamministrazione del paese. E’ difficile fare immediatamente un bilancio politico e definre delle prospettive. Molto dipenderà dall’unità del movimento di contestazione per un governo alternativo all’FLN e ai suoi alleati e alle possibili divisioni nello schieramento di sostenitori di Bouteflika, militari compresi. Un obiettivo può essere l’ annullamento delle elezioni del 18 aprile e la formazione di un governo di transizione.
Si vedrà lo sviluppo nei prossimi giorni.
Significativa la presenza di Djamila Bouhired nel corteo di protesta ad Algeri.

Djamila Bouhired


L’eroina della battaglia di Algeri, Djamila Bouhired (83 anni), ha sfilato per le strade di Algeri tra i manifestanti. Icona della guerra d’indipendenza, la compagna Djamila gode di una straordinaria popolarità in Algeria. È una delle sei donne condannate a morte per atti “terroristici” commessi durante la rivoluzione.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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