REFERENDUM IN KASHMIR PER L’INDIPENDENZA E’ LA SOLA SOLUZIONE.

Francesco Cecchini

Manifestazione per l’indipendenza del Kashmir

Continua la tensione tra India e Pakistan. Soldati di entrambe le nazioni si sono presi di mira l’un l’altro lungo la frontiera instabile nel Kashmir, uccidendo almeno sei civili, ferendone altri, distruggendo case e provocando la fuga di migliaia di persone.                                                                

I combattimenti sono ripresi di notte fino all’alba nella cosiddetta linea di controllo che divide il territorio himalayano del Kashmir tra i due rivali dotati di armi nucleari. Le tensioni sono aumentate da quando martedì scorso un aereo indiano ha attraversato il Pakistan , portando avanti quella che l’India ha definito un attacco preventivo contro i militanti o terroristi accusati di un attentato suicida del 14 febbraio nel Kashmir controllato dall’India che ha ucciso 40 soldati indiani. Il Pakistan ha reagito, abbattendo un jet da combattimento MiG-21 mercoledì e arrestato il suo pilota, che è stato restituito in India venerdì in un gesto di pace. La violenza di questi giorni  settimana è la più grave escalation del lungo conflitto latente dal 1999, quando l’esercito pakistano ha inviato a Kargil militari nel Kashmir controllato dall’India . Pakistan e India sin dalla loro indipendenza dal dominio britannico nel 1947 hanno combattuto due delle loro tre guerre sul Kashmir . L’India accusa il Pakistan di armare e addestrare i ribelli e mandarli nel Kashmir controllato dall’India per lanciare attacchi contro obiettivi governativi. Il Pakistan nega l’accusa, dicendo che fornisce supporto morale e diplomatico ai Kashmiri che lottano per il diritto all’autodeterminazione. Gruppi ribelli hanno combattuto il dominio indiano dal 1989 e richiedono che il Kashmir sia un paese indipendente. Il sentimento anti-India è profondo nella regione, e la maggior parte delle persone sostiene la causa dei ribelli contro il governo indiano e partecipa anche a manifestazioni di piazza contro il controllo indiano.

La soluzione è l’indipendenza del Kashmir. Il  Jammu Kashmir Liberation Front (JKLF) lo ha chiesto con una lettera aperta ad Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU.

Yasin Malik leader del Jammu Kashmir Liberation ront (JKLF)

La lettera scritta da Zafar Khan, responsabile degli affari diplomatici del JKLF, fa riferimento alle azioni militari in corso tra Pakistan ed India che costituiscono  una minaccia  di guerra su vasta scala tra i due paesi sulla disputa del Kashmir pericolosamente aggiunte a una situazione già instabile, non solo per venti milioni di kashmirima per l’intera regione dell’Asia meridionale e oltre. Il pericolo è una guerra nucleare tra India e Pakistan. Inoltre Zafar Khan ha ricordato che il Kashmir non è né India né Pakistan, ma Kashmir e la soluzione urgente è un referendum per l’indipendenza.

Bandiera del Kashmir indipendente.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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