Francesco Cecchini

Thomas C. Mountain, uno storico e giornalista che dal 2006 vive e scrive dall’Eritrea, ha informato il 10 marzo sul sito Countercurrents che gli Stati Uniti continuano a sabotare questo paese.
https://countercurrents.org/2019/03/10/usa-continues-economic-sabotage-of-eritrea/
Il 28 febbraio 2019 le transazioni finanziarie tra il piccolo paese socialista dell’Eritrea e tutti i paesi occidentali sono state interrotte. Non più trasferimenti in dollari USA o in euro verso l’Eritrea. Le sanzioni ONU illegali contro l’Eritrea sono state revocate di recente, ma il danno che viene fatto ora con questa misura continua. Durante il periodo delle sanzioni dell’ ONU durato 9 anni, gli Stati Uniti hanno chiuso tutti i conti bancari del governo eritreo e interrotto tutti i trasferimenti internazionali in USD. Gli Stati Uniti ei suoi lacchè europei hanno perfino cercato di impedire agli eritrei, che vivono all’estero di pagare la loro tassa nazionale sul reddito del 2% fondamentali per la sopravvivenza del paese. Ora l’ UE non permetterà all’Eritrea di ricevere trasferimenti internazionali in euro. L’Eritrea è stata costretta a ricorrere alla Russia, sua amica storica, come canale per le transazioni bancarie internazionali in euro. Le sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia applicate applicate dall’ UE sono ora ufficialmente la causa per la chiusura dell’ultimo accesso occidentale all’Eritrea che taglierà completamente l’unico paese socialista dell’Africa dai trasferimenti di capitale occidentali. Mentre i rapporti diplomatici tra Eritrea e USA sono migliorati, il sabotaggio economico dell’economia del paese continua. Come per tutte le sanzioni degli Stati Uniti, l’obiettivo è sempre la gente del paese sanzionato, che porta indicibili miserie con la scusa di difendere la libertà e la democrazia”. Le sanzioni non hanno quasi mai raggiunto gli obiettivi politici degli USA. Un esempio, tra i molti l’Iraq, con i morti e la miseria che ancora continua. Questo sabotaggio colpiesce coloro che vivono in Eritrea, il popolo eritreo
Quando questo sabotaggio economico finirà? E’ questa una domanda che deve essere posta alla luce del riconoscimento che l’Eritrea ha ricevuto nell’essere un attore importante nella pace che è scoppiata nel Corno d’Africa. Non importa la rivoluzione pacifica che ha avuto luogo in Etiopia nel 2018. Va da sé che i piccoli paesi socialisti non sono mai stati trattati in modo equo, Cuba e Corea del Nord, che pagano un prezzo brutale per le sofferenze umane. L’Eritrea è l’ultima vittima della Pax Americana. La cosa vergognosa è che gli europei sono senza spina dorsale e si , inchinano all’impero USA nel modo più vile. Come e quando finirà questa storia non si sa , ma per gli eritrei, in patria e all’estero, è solo un’ altra sofferenza.

Thomas C. Mountain

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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