Saranno le elezioni europee ormai alle porte, sarà la necessità per la CDU tedesca di recuperare terreno nei confronti della formazione euroscettica di estrema destra di Afd, fatto sta che la Germania ancora una volta mostra il suo volto più feroce nei confronti della Grecia di Tsipras. di Adriano Manna La Germania adesso vuole bloccare quasi un miliardo di euro alla Grecia, avendo ottenuto alla riunione dell’eurogruppo di lunedì scorso il rinvio ad aprile della tranche di 970 milioni di interessi e plusvalenze maturati dalla BCE sui titoli di stato ellenici. Il motivo di questo ostracismo sarebbe la mancata attuazione di alcune riforme richieste, tra cui la più importante è l’abrogazione della “Legge Kasteli”, varata nel 2015 dal governo Tsipras, che vieta alle banche di espropriare le prime case ipotecate quando una famiglia è composta da almeno 5 membri, il valore dell’immobile non superi i 250.000 euro e il debito non sia superiore ai 130.000 euro. Il governo Syriza, che negli scorsi anni ha già ritoccato lievemente la suddetta legge, non intende abrogarla, poiché una sua cancellazione renderebbe pignorabili quasi 135.000 appartamenti. E proprio qui sta il problema per i falchi tedeschi, poiché in ballo c’è una mancata riscossione di debiti per 17 miliardi secondo gli studi dell’eurogruppo, una situazione che aggraverebbe i problemi delle già fragili banche elleniche. Gli ambienti più oltranzisti tedeschi obiettano che non esiste in nessun altro paese europeo una legge che tuteli in maniera così forte il cittadino dinanzi alle banche, ma Syriza al momento della sua promulgazione ha sempre affermato che la crisi economica e sociale che ha ereditato al governo della Grecia è senza precedenti, e non intende cedere su questo punto. La discussione (e la tranche di pagamenti) è stata sospesa fino ad aprile, quando l’Eurogruppo si aggiornerà su questo punto. Forse non è proprio a caso che questo accadrà a poche settimane dalle prossime elezioni europee.

Di Nardi

Davide Nardi nasce a Milano nel 1975. Vive Rimini e ha cominciato a fare militanza politica nel 1994 iscrivendosi al PDS per poi uscirne nel 2006 quando questo si è trasformato in PD. Per due anni ha militato in Sinistra Democratica, per aderire infine nel 2009 al PRC. Blogger di AFV dal 2014

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