Gigi Di Maio, Matteo Salvini Steve Bannon

Francesco Cecchini

L’ex gurù di Donald Trump, David Bannon, ha oramai scelto l’Italia, e non il Brasile, come patria d’adozione. Non perde, inoltre, occasione per definire il leghista Matteo Salvini e  il fascista Jair Bolsonaro le due figure più importanti del mondo e di lodare il governo italiano leghista pentastellato.

In occasione della visita del Presidente cinese Xi Jinping per la Nuova Via della Seta Steve Bannon ha sparato a zero contro la Cina  e la Belt and Road Initiative, BRI. Tra l’altro ha affermato: ” Vi assicuro che non è venuto qui per un porto nell’ adriatico. La cina ha una strategia rapace per il dominio sul mondo. BRI, made in China 2025 e la corsa al 5G di Huawei darà loro il dominio totale del manifatturiero.” Vedere la nota pubblicata su Ancora Fischia il Vento. Il link è il seguente:

Il suo uomo in Italia, Matteo Salvini, lo ha ascoltato, tanto da disertare le riunioni ufficiali e dichiarare scetticismo, affermando che non vuole che l’Italia diventi colonia di nessuno e quindi della Cina. Meno Luigi Di Maio che ha colto l’occasione di firmare un accordo commerciale per l’esportazione di arance in Cina.  Che Matteo Salvini sia di destra è risaputo. Per esempio, a fine 2018 Steve Bannon visitò il Brasile incontro il figlio di Jair Bolsonaro, Eduardo, fascista come il padre, e intervistato dal quotidiano la Folha de S. Paulo oltre a Orban e Le Pen lodò Matteo Salvini. Salvini ha in programma una riunione a Milano con Orban, Kaczynsky, Wilders, Le Pen ed altri destri per una lista sovranista alle prossime elezioni europee del 26 maggio. Sicuramente vi sarà sponsorizazione e presenza di Steve Bannon all’evento.

Meno conosciuta è la natura di destra di M5s, anche se dopo pochi mesi con la Lega ha abbandonato obiettivi progressisti come la TAP, il risanamento dell’ILVA, il no all’acquisto degli F35, il no alla vendita di armi all’Arabia Saudita in Yemen e così via.

M5s di destra lo racconta la giornalista Susanna Turco nell’ultimo numero dell’Espresso in un articolo dal titolo significativo Cinque Stelle di Destra. Tra i molti episodi che provano la vera natura pentastellata Susanna Turco scrive che nel 2013 il blog delle stelle intervistò Nikel Farange leader di UDK e che un anno mezzo dopo Gianroberto Casaleggio convocò il 17 neoeletti nella sede sede della sua associazione e annunciò che avrebbero un gruppo con Farage. Gli accordi, quindi, erano già stati fatti con il rappresentante politico conservatore anglossassone nazionalista e antiemigrazione. L’articolo fa riferimento al recente libro di Jacopo Iacoboni L’Esecuzione. Esecuzione perché Gianroberto Casaleggio aveva affermato: &  Parlamentari o ministri dovranno essere dei portavoce esecutori del nostro programma, revocabili con il recall. La delega parlamentare è morta, il compito dei nostri eletti è solo un’esecuzione delle nostre idee”. L’erede Davide anni dopo si è spinto più in là : & Tra qualche lustro è possibile che il Parlamento non sarà più necessario. & Alla faccia della democrazia!  La convergenza attuale tra M5s e Lega è basata su obiettivi comuni: rivoluzione nordista contro fisco e tasse, chiusura ai migranti, più in là nel tempo, un piano b per un’eventuale uscita dall’euro ed altri. In questo libro Jacopo Iacoboni non solo ricostruisce tutti gli aspetti fondamentali della transizione da movimento a partito di governo, per esempio l’alleanza con la Lega, la posizione sull’Unione Europea, il ritratto di figure chiave come Giuseppe Conte, Rocco Casalino e Marcello Foa, ma raccoglie anche una serie di fatti e testimonianze esclusive. Vengono documentati, per esempio, i legami internazionali di Movimento 5S e Lega con Steve Bannon, e i contatti con gli emissari di Arron Banks, principale finanziatore della Brexit. Emerge anche il testamento spirituale lasciato a Davide Casaleggio da suo padre “Mai col Pd”  e le posizioni attuali leghiste, assunte già molto tempo addietro da Gianroberto Casaleggio.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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