Gaetano De Monte

Stefano Pistilli, sodale del capo di Forza Nuova Roberto Fiore, ha messo le mani sul turismo. Il consorzio di imprese di cui è amministratore delegato, infatti, ha rilevato negli ultimi due anni, una notevole quantità di tour operator decotti o in fallimento. Ma il sospetto degli stakeholder del settore è che, vista la biografia nera di Pistilli, dietro le acquisizioni ci siano delle operazioni finanziarie miranti alla promozione e diffusione degli ideali sovranisti in vista delle elezioni europee, più che allo sviluppo dell’industria turistica italiana. Nelle ultime ore è in dirittura d’arrivo anche la trattativa per l’acquisto, da parte del consorzio Arkus network, di cui Pistilli detiene attraverso un trust inglese il 90% delle quote, del Palermo calcio. Soldi che puzzano di fascismo e xenofobia.

Stefano Pistilli è l’amministratore delegato, il Ceo, di quello che è attualmente uno dei maggiori gruppi imprenditoriali dell’industria turistica italiana. L’Arkus network, con quasi cento milioni di fatturato all’anno, è roba sua. E del suo socio. «Il Gruppo, con Walter Tuttolomondo presidente del cda e Pistilli amministratore delegato, è entrato in maniera rumorosa nel turismo a settembre 2017, quando ha rilevato (debiti inclusi) Best Tours Italia», si legge sul quotidiano che da 40 anni racconta cifre, dati e storie dell’industria turistica italiana. In realtà i soci di Pistilli che portano il cognome Tuttolomondo sono due fratelli, Walter e Salvatore. 

Stefano Pistilli

Quest’ultimo fu arrestato 25 anni fa con l’accusa di bancarotta fraudolenta  e condannato in primo grado insieme all’ex cassiere della banda della magliana Enrico Nicoletti e altri uomini di affari per il crac della stessa compagnia finanziaria. Ma torniamo a Stefano Pistilli, quasi un neofita del settore turistico. Come Arkus network. Il consorzio di imprese vi entra infatti due anni fa accollandosi i debiti della società di Alessandro Rosso, titolare di un grande impero ereditario che spazia dalla ristorazione all’alberghiero di lusso, all’organizzazione di eventi, con il quartier generale nel “salotto” milanese. Rosso cede il suo tour operator Best Tours Italia ad Arkus network nel 2017, perché a suo dire: «Il Gruppo con sede legale nella Capitale, con ambizioni anche nel turismo di lusso, nella distribuzione, nella rete agenzie, nella gestione di villaggi e nell’incoming, ha ritenuto che l’operatore fosse strategico e funzionale ad altre attività infragruppo».

UN OGGETTO AMPIO

Il consorzio Arkus comincia la propria attività nel 2007, incorporando in pancia una società finanziaria. Stando a quanto raccontano i documenti camerali, sembra poco attiva per dieci anni, fino a quando nel 2018 non rileva una società romana di noleggio di autoveicoli. In breve tempo si costituisce, poi, come una holding dall’oggetto piuttosto ampio, che comprende: «l’attività di compravendita, permuta, costruzione, manutenzione, ristrutturazione e gestione di immobili di ogni tipo e destinazione, di bar, ristoranti, impianti sportivi, alberghi ed esercizi pubblici in genere, di permuta e conduzione di terreni e aziende agricole».

Non soltanto. Tra altre centinaia di attività che Arkus network potrebbe svolgere, si legge ancora nei documenti della Camera di Commercio di Roma, ci sono: «la costruzione, l’acquisto, la concessione in gestione di alberghi, campeggi, agenzie di viaggi, compresi i servizi di trasporto aereo, marittimo e terrestre, ivi compresa l’attività di promozione, in Italia e all’estero, del turismo in Italia». Ma è nel luglio del 2018 che Arkus network comincia una vera e propria scalata all’industria del turismo italiana. Quando Arkus si struttura in tal modo dall’unione di Gepro investments partners ltd (90% delle quote) e High share holding spa,più altre piccole quote detenute da soci minori; vienecosì dichiarato un capitale sociale di impresa pari a un milione di euro(di cui versati 28mila euro). Da quel momento seguono una dopo l’altra una serie di acquisizioni, di società e di tour operator. E il consorzio Arkus network raggiunge così un fatturato che diventa quasi per cento volte tanto. Mirando ora alla quotazione in borsa e puntando a diventare il terzo polo del settore turistico italiano.

I SOSPETTI ALLA BASE DI UNA SCALATA

L’ultima acquisizione annunciata risale a qualche settimana fa ed è quella de “I Viaggi di Atlantide”, tour operator specializzato nella gestione di numerosi villaggi turistici. A questa operazione si erano già aggiunte nell’ultimo anno le società Metamondo, Travel Partners, Amadatour, AmandaEventz, tanto che Arkus network dopo soli due anni di intensa attività, è vicino ormai al raggiungimento del traguardo dei 100 milioni di fatturato. Gli investimenti nel settore turistico, intanto, non accennano a fermarsi, tanto da accendere i riflettori e rivelare sospetti da parte degli stakeholder. Soprattutto per il nome e cognome ingombrante che si diceva all’inizio. Stefano Pistilli, infatti, che risulta l’amministratore delegato, il “dominus” di Arkus network nonostante la giovane età, è tante altre cose. Ma andiamo con ordine.

PRIMA LA FAMIGLIA (FASCISTA) 

C’è un’immagine della fine del 2017, che da sola basta a spiegare ilprofilodiscusso dell’imprenditore Stefano Pistilli. La foto lo ritrae al fianco del capo di Forza Nuova, Roberto Fiore. Insieme tengono in mano lo striscione di Apf (Alliance for peace e freedom), un cartello di movimenti e partiti politici xenofobi di mezza Europa capeggiati da Fiore. Pistilli, d’altronde, nel 2016 ha fondato la Coalition pour la Vie et la Famille, considerata la stanza di compensazione ideologica tra le chiese conservatrici e i movimenti nazionalisti europei. Lo stesso Pistilli non ha mai fatto mistero dei suoi rapporti politici con Forza Nuova, così come non sono mai stati oggetto di smentita i legami economici intrattenuti con i figli di Fiore e altri esponenti di Forza Nuova «dalle società che organizzano soggiorni a Londra fino ad alcune aziende di poste private italiane». Quando gli ideali coincidono con gli interessi, dunque, si scopre anche che una delle fondazioni della galassia di Coalition pour la Vie et la Famille ha beneficiato delle sovvenzioni che i parlamentari europei ricevono per girarle alle fondazioni e associazioni. In questo caso, manco a dirlo, le ha ricevute dalla Apf, partito guidato da Roberto Fiore insieme a un manipolo di nazisti e cattolici reazionari di mezza Europa, specie degli stati sulla sponda orientale.

Stefano Pistilli è il primo da sinistra. Roberto Fiore il terzo

LE MANI SUL PALERMO

Intanto, la tappa della prossima scalata, questa volta nel calcio, Stefano Pistilli e il castello di società che formano Arkus network, la annunceranno oggi, 2 maggio, quando sarà ufficializzata la firma dell’accordo preliminare per l’acquisizione del Palermo calcio, società che attualmente milita nella serie cadetta, con un recente passato di militanza anche in serie A. In tutti i casi, anche qui, sono le appartenenze politiche, ideali ed economiche (mai nascoste) di Stefano Pistilli alla galassia dei movimenti xenofobi europei a far avanzare sospetti sulla legittimità dell’operazione finanziaria.

Infatti il gruppo dei consiglieri comunali palermitani di Sinistra in Comune e lo stesso sindaco della città di Palermo, Leoluca Orlando, nutrono in queste ore più di qualche dubbio su soldi che sembrano puzzare di fascismo e xenofobia. Sospetti, gli stessi, avanzati già da alcuni stakeholder dell’industria turistica italiana in merito a recenti investimenti particolarmente onerosi da parte di Arkus network. Non solo.

A tingere il quadro di tinte più fosche, c’è una stranezza, rilevata da più di un esperto del settore, che ha preferito mantenere l’anonimato, e cioè il fatto che non risulta a oggi che siano stati siglati accordi tra i tour operator di Arkus network e le agenzie distributrici del prodotto turistico. Come a dire che, dopo una massiccia dose di investimenti nel settore, perché il consorzio in questione non si preoccupa di come vendere? Sarà che il loro core business, come hanno dichiarato nelle ultime ore i fratelli Tuttolomondo, risieda nel rilevare imprese decotte e prossime quasi alla bancarotta (vedi Palermo calcio). E per farne che?

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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