Xi Jinping e Trump


Francesco Cecchini


Lunedì 20 giugno il governo di Donald Trump ha ufficialmente messo in lista nera Huawei, ragione per la quale Google ha sospeso gli affari con questa impresa cinese. Sembra che questa misura non includa solo Huawei, ma anche altre 70 imprese cinesi e impedirà alla Cina di comprare pezzi e componenti a imprese americane senza l’approvazione del governo degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti di Trump stanno scatenando la guerra commerciale più grande della storia. L’obiettivo della brama di potere, l’avidità e l’arroganza di Trump è la Cina, che in poco tempo è diventata la seconda potenza del mondo vicina agli Stati Uniti. Il gioco di potere, le pressioni, l’avidità e l’arroganza del Paese che sogna di possedere l’universo, raggiungono questa volta l’ estremo est del mondo: la Cina, che in appena un quarto di secolo è diventata la seconda potenza del mondo, molto vicina agli Stati Uniti. Il governo di Donald Trump ha ripreso i piani per imporre tariffe del 25% a tutti i beni che il paese asiatico esporta agli Stati Uniti, per un valore di 200 miliardi di dollari. La decisione è entrata in vigore lunedì 20 maggio e da questo, la possibilità di normalizzare le relazioni tra i due paesi sono svanite. La Cina ha risposto con una dichiarazione del Ministero delle Finanze, che afferma che la decisione di Trump non sarà di beneficio agli americani e alle loro imprese. Inoltre a partire del primo giugno si applicheranno tariffe per prodotti degli Stati Uniti per un valore di 60 miliardi. La situazione è scoraggia il commercio. Il documento di fronte agli Stati Uniti che vuole fermare lo sviluppo della Cina ha dichiarato: ” La Cina rimane fermamente determinata ad approfondire la riforma ed espandere l’apertura, proteggere lo spirito imprenditoriale, rafforzare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e creare un buon ambiente per le imprese di società straniere nel paese asiatico.” Nulla sembra fermare la crescita tecnologica della Cina e Trump sta cercando di colpire l’impresa cinese Huawei con la scusa che questa spia gli Stati Uniti e ha dichiarato un’ emergenza nazionale che vieta alle imprese statunitensi di utiizzare dispositivi di quel marchio cinese, che sono sempre più popolari e accessibili sui mercati internazionali. Gli Stati Uniti insistono nel far pressione a paesi perchè respingano investimenti in alta tecnologia cinese, principalmente la 5G, molto superiore in velocità, navigazione e connessione alla 4G. Huawei, che ha un fatturato di 106 miliardi di dollari l’anno, è l’epicentro delle tensioni per la leadership tecnologica ed è la chiave per lo sviluppo commerciale del 5G. Questa tecnologia consente di connettere virtualmente tutto e trasformarlo in intelligenza, dai oleodotti, ai treni, alle auto autonome. L’intelligenza artificiale è il vero sfondo di questa guerra commerciale. Nel 2017, la Cina ha pubblicato il Piano di Sviluppo dell’Intelligenza Artificiale di prossima generazione, che ha stabilito azioni per trasformarla nel leader mondiale in Intelligenza Artificiale. Il piano prevede tre fasi: – in primo luogo, deve essere in grado di tenere il passo con tutte le tecnologie leader in questo campo e la sua applicazione in generale, entro il 2020; – in secondo luogo, realizzare progressi significativi entro il 2025, che consentiranno di realizzare la terza parte del piano: – trasformare la Cina nel leader mondiale dell’Intelligenza ArtIficiale entro il 2030. Si tratta di un piano molto ambizioso e realistico e gli Stati Uniti faranno di tutto per impedirlo.
Conclusione. Mentre gli Stati Uniti promuovono una politica protezionistica sotto lo slogan America first, America in primo luogo, la Cina è impegnata in multilateralismo con varie piattaforme globali e regionali. In questa direzione va uno dei suoi principali progetti la nuova Via della Seta, che comprende le nazioni dall’Asia, dall’Africa, dall’Europa, dall’America Latina e dai Caraibi.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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