Abiy Ahmed Ali e Isaias Afwerki firmatari della pace tra Etiopia ed Eritrea.


Francesco Cecchini


Il Premio Nobel 2019 è stato assegnato al premier etiope Abiy Ahmed Ali per la pace con l’Eritrea. Firmatario dell’accordo di pace con Abiy Ahmed Ali è stato Isaias Afwerki, premier dell’Eritrea. Abiy Ahmed, è atterrato l 8 luglio ad Asmara, capitale dellEritrea, per unirsi in uno storico abbraccio con il presidente Isaias Afwerki, per la prima riunione tra leader dei due Paesi in 20 anni. Un momento veramente storico, Addis Abeba ha annunciato di volere la pace rispettando laccordo firmato ad Algeri nel 2000 e mai rispettato dall’Etiopia. Il 12 dicembre 2000 ad Algeri Etiopia ed Eritrea si accordarono per porre fine alla guerra del 1998-2000. L’accordo prevedeva inoltre la creazione a L’Aia di due commissioni neutrali: la Commissione Reclami Etiopia-Eritrea e la Commissione per la delimitazione dei confini. Meno di due anni dopo la firma degli accordi tra il primo ministro Meles Zenawi e il presidente Isaias Afewerki, la Commissione per la delimitazione dei confini terminava la sua indagine ed il suo arbitrato, assegnando i contesi territori di Badme all’Eritrea. Tale risoluzione è stata respinta dal governo etiope
La pace tra i due paesi arrivò poco dopo la decisione decisione, ratificata dal parlamento, di Abiy Ahmed, di abolire lo stato di emergenza proclamato nel Paese in febbraio a seguito di tensioni popolari molto forti. Inoltreliberò migliaia di prigionieri politici. La situazione però non è ancora completamente tranquilla. Il governo etiope ha recentemente reso noto un bilancio degli scontri inter-etnici, sostenendo che negli ultimi 12 mesi siano rimaste uccise almeno 1.200 persone, con 1,2 milioni costrette ad abbandonare le proprie case. Le violenze hanno colpito la regione Oromo, che ha dispute di confine con due dei suoi vicini, e la regione del Tigray e Amhara, dove alcuni sono ora ostili al governo federale. In Etiopia, paese in cui convivono dozzine di gruppi etnici con pretese contrastanti su terra, risorse e influenza politica, il primo ministro Abiy Ahmed ha lottato fin dalla sua nomina per contenere gli scontri, innescati, in parte, anche dalle sue ambiziose riforme che hanno riacceso vecchie controversie. Ma esistono ancora tensioni tra gruppi etnici e tra le forze politiche, che rappresentano queste etnie. Amnesty International ha sottolineato che il lavoro Abiy Ahmed è lontano dallessere concluso; deve con urgenza assicurare che il suo governo affronti le tensioni etniche che rischiano di provocare instabilità e ulteriori abusi nel campo dei diritti umani. Ora più che mai il primo ministro Abiy deve sposare pienamente i principi e i valori del premio Nobel per la pace per lasciare un eredità durevole nei diritti umani al suo paese
Conclusione. Abiy Ahmed Ali dopo il Premio Nobel per la Pace con l’Eritrea, dovrà guadagnarne uno per la Pace in Etiopia.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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