Settembre 19, 2020

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Incendi in Australia: un assaggio di futuro

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Gli incendi in Australia sono un anticipo di quello che ci aspetta in un mondo 3 °C più caldo rispetto all’era pre-industriale: lo affermano gli scienziati del Met Office britannico, il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, autori di una revisione di 57 studi sul rapporto tra incendi e cambiamenti climatici.

Tutti i dati raccolti finora provano che il riscaldamento globale ha già aumentato frequenza e intensità del cosiddetto fire weather, cioè la combinazione di alte temperature, ridotta umidità, forti venti e bassa piovosità che aumenta il rischio di propagazione di incendi su larga scala. Secondo l’analisi, la durata di queste stagioni favorevoli ai roghi estesi si è allungata dal 1979 al 2013, e non per fluttuazioni naturali, ma a causa dell’aumento delle temperature causato dalle attività umane

ALTAMENTE INFIAMMABILE. Gli estremi climatici che hanno preceduto gli incendi in Australia – il 2019 è stato l’anno più caldo e più secco mai registrato nel Paese – saranno la normalità in un mondo apparentemente incapace di accordarsi per limitare le emissioni. L’Australia è oggi 1,4 °C più calda rispetto alle temperature medie globali dell’era pre-industriale. Con un aumento di 2 °C dovuto al global warming, il sud-est del Paese dovrebbe affrontare ogni anno dai 20 ai 30 giorni extra di condizioni climatiche fortemente favorevoli alla diffusione di incendi incontrollabili.

Attualmente, le temperature globali sono di circa 1 grado più calde rispetto alla metà del 1800. «Questi sono gli impatti che vediamo con solo un grado di global warming – afferma Corinne Le Quéré, dell’Università dell’East Anglia, tra gli autori dello studio – gli effetti peggioreranno, se non facciamo ciò che occorre per stabilizzare il clima mondiale.»

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https://www.focus.it/ambiente/ecologia/incendi-in-australia-global-warming-futuro