Settembre 19, 2020

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Gran Bretagna: impennata dell’eolico, crollo del carbone, quasi dimezzati i combustibili fossili

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di Grant Wilson, Iain Staffeli e Noah Godfrey

Nel 2010 la Gran Bretagna generava il 75 per cento della sua elettricità dal carbone e dal gas naturale. Ma alla fine del decennio * tali combustibili fossili hanno rappresentato soltanto il 40 per cento, con la generazione a carbone crollata dal picco del 41 per cento del decennio a sotto il 2 per cento nel 2019.

La quasi scomparsa dell’energia a carbone – la seconda fonte maggiormente prevalente nel 2010 – ha sostenuto un considerevole trasformazione della generazione britannica di elettricità nell’ultimo decennio, facendo sì che oggi la Gran Bretagna abbia l’offerta di elettricità più pulita che abbia mai avuto. Il secondo posto oggi spetta all’energia eolica, che ha fornito quasi il 21 per cento della domanda di elettricità del paese nel 2019, rispetto al 3 per cento del 2010. All’inizio del decennio il gas naturale ha fornito la quota più vasta dell’elettricità britannica nel 2019, al 38 per cento rispetto al 47 per cento del 2010.

Come abbiamo previsto lo scorso gennaio, il 2019 ha visto il totale annuo della generazione a carbone scendere sotto quella solare e per la prima volta al settimo posto. Le rinnovabili britanniche hanno anche generato più elettricità del carbone e del gas naturale sommati in un mese per la prima volta ad agosto.

Oltre alla riduzione delle emissioni di carbonio c’è stata un’altra notevole svolta nel sistema elettrico britannico nel secondo decennio del 2000. La quantità di elettricità consumata è scesa di quasi il 15 per cento tra il 2010 e il 2019, con l’economia che ha usato 50 terawatt ora (TWh) in meno di elettricità nel 2010 di quanta ne aveva usata nel 2010. Si tratta di elettricità sufficiente per alimentare metà delle auto e dei taxi della Gran Bretagna, se fossero tutti veicoli elettrici.

Parte di questa riduzione può essere attribuita a una maggiore efficienza energetica, quale una maggiore illuminazione a LED, e al fatto che una quantità maggiore di merci è stata importata, anziché prodotto in Gran Bretagna. Con salari stagnanti dal 2010, è probabile che anche una domanda economica inferiore abbia contribuito.

L’ascesa della generazione rinnovabile e la caduta della domanda di elettricità hanno consentito una transizione dell’energia a carbone fuori dal sistema. La rete elettrica britannica è stata libera dal carbone per più di 3.700 ore nel 2019, cosa che sarebbe stata impensabile dieci anni fa.

Venti di cambiamento

L’energia eolica ha raggiunto un nuovo record del 26,5 per cento di generazione a dicembre 2019 nel Regno Unito. Sommando l’energia solare, quella idroelettrica e dalle biomasse, le rinnovabili hanno fornito quasi il 37 per cento dell’elettricità totale del mese, con l’energia eolica che ha toccato un picco di quasi 17 gigawatt (GW) nel pomeriggio del 10 dicembre.

Dall’agosto 2018, le rinnovabili hanno prodotto più elettricità dell’energia nucleare per 17 mesi pieni. Il nucleare è sceso a meno di un quinto della generazione di elettricità nel 2019, il suo livello più basso dal 2008 dovuto a estesi periodi di manutenzione in sei centrali nucleari. Ciò ha contribuito a che la produzione di energia eolica abbia superato quella nucleari per la prima volta nel 2019.

Ma il presente decennio si dimostrerà una sfida anche maggiore per la decarbonizzazione, non meno perché l’economia britannica è tuttora pesantemente dipendente dai combustibili fossili per trasporti, riscaldamento e acqua calda. Le vendite di veicoli elettrici in Gran Bretagna stanno accelerando, con un quarto di milione oggi sulle strade britanniche, ma come decarbonizzare il riscaldamento è tuttora oggetto di dibattito.

In modo incoraggiante, grazie a un’elettricità più pulita, è probabile che nel 2019 sia stata raggiunta una tappa fondamentale nel riscaldamento elettrico. Usare l’elettricità dalla rete per riscaldare edifici o acqua calda ha minor intensità di carbonio che bruciare gas naturale per ottenere un chilowattora (kWh) di caldo da caldaie moderne. Questo significa che anche un semplice bollitore elettrico rilascia in media meno  carbonio che bruciare gas naturale.

Ma poiché la domanda di gas naturale varia fortemente nell’arco di una giornata e tra le stagioni rispetto alla domanda di elettricità, un passaggio complessivo dal gas naturale all’elettricità è una sfida considerevole. Usare gas a basso carbonio, quali l’idrogeno, è un’opzione per decarbonizzare l’offerta di calore della Gran Bretagna, e lo stesso vale per le pompe elettriche di calore. Senza un concentrazione sostenuta su una svolta del calore e del settore dei trasporti dai combustibili fossili, la Gran Bretagna non diventerà un’economia a zero carbonio netto entro il 2050.

Che cosa ci aspetta in questo decennio?

Aumentare la generazione di energia rinnovabile ha catapultato la Gran Bretagna attraverso un decennio di cambiamento del sistema elettrico, ma per capitalizzare questa spinta nel presente decennio, l’energia a basso carbonio deve essere integrata da una flessibilità a basso carbonio. Questo deve significare la crescita di industrie concentrate sulla conservazione, riduzione della domanda e gestione dell’energia, e di sistemi locali di controllo per assicurare che il sistema possa continuare a soddisfare in qualsiasi momento la domanda.

Dopo un promettente decennio di decarbonizzazione – nonostante battute politiche d’arresto come l’accordo verde – la corsa è aperta per essere il primo paese del G7 a realizzare un’economia a zero carbonio netto. Mostrare che è possibile decarbonizzare interamente una grande economia restando internazionalmente competitivi trasmetterebbe un messaggio importante al mondo.

Il presente decennio vedrà impiegata ancora più energia rinnovabile come il Hornsea Project One, una fattoria eolica al largo da 1,2 GW di cui è previsto il completamento nel 2020. Ma cos’altro ci riserva il decennio? Ecco alcune previsioni sull’energia per i prossimi dieci anni:

  1. La Gran Bretagna installerà ulteriori 30 GW di generazione marina di energia, tra cui energia eolica al largo, energia che sfrutta le onde, il flusso delle maree e la loro variazione;
  2. Saranno costruiti più di 10.000 “edifici attivi”. Si tratta di edifici ad alta efficienza energetica che integrano tecnologie delle energie rinnovabili per calore, elettricità e trasporti con tipi diversi di conservazione del calore e dell’elettricità.
  3. Più dell’80 per cento delle nuove auto vendute sarà costituito da veicoli elettrici a batteria.

Apprezzeremmo molto le vostre previsioni per il 2030 tra i commenti, come istantanea del pensiero attuale all’inizio del 2020. Sarà bello guardare indietro a esse in futuro.

(*) I dati sulla generazione di elettricità provengono da Elexon e National Grid. Dati da altre analisi (quali BEIS o DUKES) differiranno a causa di metodologie e dati aggiunti, particolarmente includendo una somma di calore e elettricità e altre generazioni sul luogo che non sono controllate da Elexon e dalla National Grid. Le rinnovabili in questa analisi sono: eolica, solare, idroelettrica e da biomasse.

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/britain-wind-surges-coal-collapses-fossil-fuel-use-nearly-halves/

OriginaleThe Conversation

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons