Maggio 31, 2020

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Coronavirus. I bambini dimenticati

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Chiediamo un’ora d’aria per tutti i bambini/e e ragazzi/e, senza alcun assembramento nel rispetto delle distanze di sicurezza e delle normative. Lettera aperta di associazioni, genitori, insegnanti, educatori ed educatrici, psicologi e psicologhe, antropologi e antropologhe, artisti e artiste. È possibile firmarla in coda, nello spazio commenti


I BAMBINI DIMENTICATI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

LETTERA APERTA

Chiediamo un’ora d’aria per tutti i bambini/e e ragazzi/e, senza alcun assembramento nel rispetto delle distanze di sicurezza e delle normative.


Le scuole sono chiuse da più di un mese ormai, bambini e ragazzi non escono di casa da due settimane e già è stato annunciato dalla ministra dell’Istruzione che la data di rientro a scuola il 3 aprile non sarà praticabile. Ad oggi – a pochissimi giorni dalla fatidica data del 3 aprile – dal governo e dal ministero non si hanno informazioni chiare.

Molti genitori di questi bambini escono ancora per andare al lavoro perché impiegati in numerosi settori definiti “essenziali”. Secondo gli ultimi decreti governativi, i genitori che rimangono a casa possono uscire per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. È vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Non c’è alcun riferimento ai bambini, che di certo non possono uscire individualmente.

Bambini e ragazzi sono costretti a stare ventiquattro ore al giorno tra le mura di casa, spesso in appartamenti molto piccoli, spesso condivisi con tanti famigliari, e questo, come hanno già evidenziato pediatri e psicologi, a lungo andare può fare molto male alla loro salute fisica e mentale. Sono molte le situazioni di disagio che un bambino può avere, emotivo e fisico. In questo periodo la cura di questo disagio ricade solo sui genitori, che hanno la responsabilità di salvaguardare tutti gli aspetti della vita dei propri figli.

L’OMS, l’organizzazione Mondiale della Sanità in tempi di Coronavirus consiglia: almeno mezz’ora d’attività fisica al giorno per gli adulti e un’ora per i bambini, passeggiate e giri in bicicletta a distanza di sicurezza. Lo stesso dicono scienziati farmacologi come Silvio Garattini, e medici-biologi come il presidente del comitato scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale Ernesto Burgio.

Chiediamo a chi ci governa che ai bambini venga concessa una breve uscita al giorno, a piedi, di corsa, in bicicletta o sul monopattino, accompagnati da un genitore che garantisca il rispetto delle distanze di sicurezza, senza nessun assembramento o stazionamento in parchi-gioco o giardini.

In questo modo non verrebbero a contatto con nessuno, se non con il genitore, ma potrebbero prendere un po’ di aria e sole e uscire per poco tempo da casa. A noi adulti viene chiesto senso di responsabilità per non accalcarci al supermercato o quando manteniamo le distanze mentre portiamo fuori il cane. Lo stesso senso di responsabilità verrebbe usato nel portare fuori i nostri figli a piedi o in bicicletta.

Chiediamo pertanto urgentemente che venga accolta questa richiesta e che si ricominci a parlare e a occuparsi dei bambini nei decreti ministeriali, mentre attendiamo dalla ministra dell’Istruzione disposizioni sulla chiusura delle scuole e la didattica a distanza. Dobbiamo mantenere sano lo spirito e il corpo dei nostri bambini e ragazzi, per i lunghi mesi a venire.


FIRME: Associazione Frantz Fanon Chiara Andreotti, maestra; Dimitris Argiropoulos, Università di Parma; Antonio Augugliaro, regista; Roberto Beneduce, antropologo ed etnopsichiatra Università degli Studi di Torino; Emilio Bertoncini, atelierista educativo e formatore; Valentina Bonifacio, antropologa, Università Ca’ Foscari Venezia; Gina Bruno, educatrice SO.H; Sara Bufali, assistente sociale; Monica Carafone, impiegata amministrativa; Francesca Castelli, insegnante; Valeria Cenerini, maestra e psicologa; Tiziana Ciampolini, Forum Diseguaglianze e Diversità; Federica Cicu, psicomotricista; Claudia Cipriani, documentarista; redazione di Comune-info.net; Massimo De Nardo, editore e scrittore; Sergio Di Giorgi, formatore e critico cinematografico; Roberta Di Martino, pedagogista e mediatrice familiare; Alexandra D’Onofrio, antropologa Keele University; Alessandra Falconi, antropologa; Carlotta Ferrozzi, pedagogista; Enza Galluzzo, docente scuola dell’infanzia; Valeria Indirli, insegnante; Stefano Laffi, sociologo; Simone Lanza, insegnante; Olimpia Lanzo, impiegata; Francesca Martino, pedagogista; Paolo Mottana, professore di filosofia dell’educazione Università di Milano Bicocca; Andrea Marchesi, pedagogista; Lidia Maggiori, blogger e scrittrice; Giuliano Marrucci, giornalista; Marco Paciotti, studente; Marianna Palitto, psicologa; Mariella Roberti, pedagogista; Tatiana Saruis, sociologa; Rossella Schillaci, documentarista e antropologa; Massimo Tumini, sociologo; Simona Taliani, antropologa e psicologa Università degli Studi di Torino; Natalia Tarnavska, docente di pedagogia Università di Zitomir; Anna Sicilia, insegnante; Chiara Vallini, regista teatrale; Veronica Veneroni, mamma e artista; Silvia Zaccaria, antropologa

https://comune-info.net/lettera-aperta-i-bambini-dimenticati/