Maggio 28, 2020

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Il Primo ministro portoghese Costa: “Parole ripugnanti dal ministro Economia olandese”

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Si alza la tensione nell’Eurozona, dove si è creata una vera e propria frattura tra i paesi del nord, con Olanda, Austria e Germania in testa, e quelli del sud, con un fronte ampio composto da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia (ma anche Irlanda e Lussemburgo) che chiedono l’emissione di Eurobond per fronteggiare la crisi economica derivante dalla pandemia del Covid-19.

La nuova miccia è stata accesa delle improvvide parole pronunciate dal ministro delle finanze dei Paesi Bassi, Wopke Hoekstra, che nel corso del fallimentare Consiglio europeo di giovedì, ha chiesto che la Commissione avvii un’indagine sul perché alcuni Paesi dicano di non avere margine di bilancio per far fronte all’emergenza coronavirus nonostante il fatto che l’area dell’euro sia in crescita da sette anni, con un chiaro riferimento a Italia e Spagna, finora i Paesi Ue più colpiti, nonché capofila del “gruppo dei nove” che sostengono la necessità degli eurobond.

In conferenza stampa il leader socialista portoghese ha così risposto:

“Questo discorso è ripugnante all’interno dell’UE. La parola giusta è proprio ripugnate. Perchè noi non siamo disponibili ad ascoltare ancora il ministro delle finanze olandese, come già abbiamo fatto nel 2008, 2009, 2010 e negli anni successivi. E sarebbe il caso di capire che non è la Spagna che ha creato il virus, né è stata la Spagna ad averlo importato. Il virus purtoppo ha raggiunto tutti allo stesso modo.

Se non ci rispettiamo l’un l’altro, se noi non capiamo che di fronte a una sfida comune dobbiamo avere la capacità di rispondere insieme, allora vuol dire che nessuno ha capito nulla di cos’è l’Ue.

Se un paese dell’Ue pensa di risolvere il problema del virus lasciandolo in circolazione, si sbaglia di grosso perché l’Ue si basa sulla libera circolazione di persone, beni, merci, ha le frontiere aperte.

Il virus non conosce frontiere.

E questa avidità ricorrente rischia di minare completamente quello che è lo spirito dell’Ue e di minacciarne il futuro.

Se l’Unione vuole sopravvivere, a prescindere dal Paese, è inaccettabile che un responsabile politico possa dare risposte di questa natura di fronte a una pandemia globale.”