Settembre 22, 2020

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Iran e Venezuela collaborano per aggirare le sanzioni imposte dagli Stati Uniti

L’arrivo della nave iraniana Fortune in acque venezuelane rappresenta un passo importante per la cooperazione tra questi due Paesi ed una dura sconfitta per le sanzioni criminali imposte dagli Stati Uniti contro entrambi.

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L’Iran ed il Venezuela sono due dei Paesi più fortemente colpite dalle ingiuste e criminali sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, fatto che ha praticamente congelato due economie che si basano soprattutto sull’esportazione di petrolio. Ma vi è di più: impossibilitato ad avere accesso alle importazioni necessarie il rinnovamento e la manutenzione dei propri impianti, il Venezuela si èn trovato nel paradosso di non avere abbastanza petrolio a disposizione, pur essendo il Paese che dispone delle più grandi risorse di oro nero al mondo.

Nel quadro della cooperazione e degli accordi commerciali tra Iran e Venezuela, la Repubblica Islamica si è impegnata a rifornire di carburante la Repubblica Bolivariana, che in questo momento soffre di una cronica mancanza di benzina. Le navi Fortune, Fores, Petunia, Faxon e Clavel hanno iniziato il proprio viaggio lo scorso 16 maggio dal porto iraniano di Bandar Abas, attraversando tutto l’Oceano Atlantico e sfidando l’illegale blocco navale imposto da Washington nel Mar dei Caraibi, al fine di isolare il Venezuela dal commercio marittimo internazionale.

Il governo degli Stati Uniti presieduto da Donald Trump ha infatti minacciato le navi iraniane di rappresaglia. In risposta, il ministro degli esteri di Tehrān, Mohammad Javad Zarif, ha inviato una lettera alle Nazioni Unite, nella quale denuncia le minacce e gli atti di pirateria operati dagli Stati Uniti nel Mar dei Caraibi. Il ministro della difesa di Caracas, il generale Vladimir Padrino López, ha a sua volta annunciato che le imbarcazioni iraniane sarennero state scortate da mezzi aerei e navali dell’esercito venezuelano una volta entrate nelle acque venezuelane.

Il blocco economico e commerciale imposto dagli Stati Uniti contro Venezuela ed Iran ha dunque avuto l’effetto di rafforzare le relazioni tra due dei principali oppositori dell’imperialismo statunitense. Il 20 maggio, Félix Plasencia, ministro del commercio e del turismo del Venezuela, e l’ambasciatore iraniano nel Paese sudamericano, Hojjatollah Soltani, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione nei settori del commercio e del turismo, compreso un accordo tra le compagnie aeree di bandiera per ristabilire voli diretti tra i due Paesi.

La nave Fortune, la prima ad avvicinarsi alle coste venezuelane, si sta dirigendo in queste ore verso la raffineria di El Palito, nello stato venezuelano di Carabobo. L’imbarcazione iraniana è infatti riuscita a superare indenne il blocco navale imposto illegalmente dagli Stati Uniti in acque internazionali, entrando nelle acque venezuelane nella giornata di sabato, dove è stata affiancata dalla nave della marina venezuelana Yekuana.

A nome del nostro Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il comandante in capo delle Forze armate nazionali bolivariane, Nicolás Maduro Moros, e di tutto il popolo venezuelano, ringraziamo e apprezziamo il sostegno ricevuto dalla sorella Repubblica Islamica dell’Iran“, si legge nel messaggio di rangraziamento lanciato dalle FANB, l’esercito venezuelano, all’indirizzo delle autorità iraniane.

“In questo momento stiamo esercitando la nostra sovranità e il nostro diritto al libero scambio e alla navigazione“, si legge ancora nel comunicato, con un chiaro riferimento alle misure illegali imposte dagli Stati Uniti al fine di danneggiare l’economia venezuelana.

Alle felicitazioni si è unito anche il presidente cubano Miguel Díaz-Canel, che ha condannato il blocco “inaccettabile e criminale” imposto nei confronti del Venezuela. Il governo cubano ha da tempo denunciato i movimenti della marina statunitense in violazione del diritto internazionale, nel momento in cui Washington ha deciso di dispiegare le proprie navi da guerra in acque internazionali al fine di impedire l’arrivo di navi straniere nei porti venezuelani. L’isola caraibica, del resto, conosce bene le conseguenze delle politiche imperialiste statunitensi, essendo a sua volta vittima di un embargo che dura da ben sei decenni, nonostante la condanna generalizzata della comunità internazionale.

Tale occasione è utile a ricordare la necessità di porre fine ad ogni tipo di blocchi e di sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti nei confronti dei Paesi che non si allineano alla loro politica, come Iran, Venezuela, Cuba e Corea del Nord. Tali misure, infatti, oltre ad essere contrarie al diritto internazionale, non fanno altro che danneggiare le popolazioni di quei Paesi, limitandone fortemente il commercio internazionale. Inoltre, questo tipo di misure mostra in maniera ancora più chiara l’aspetto criminale e disumano dell’imperialismo statunitense in un momento come quello attuale, nel quale tutti i Paesi del mondo sono chiamati ad uno sforzo di solidarietà comune per affrontare la pandemia da nuovo coronavirus.

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World Politics Blog – Giulio Chinappi