Ottobre 28, 2020

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GIUSEPPE CONTE SBLOCCA IL MOSE, CHE NON SI SBLOCCA.

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Dighe del Mose


Francesco Cecchini


Sono stati sbloccati 130 progetti prioritari, dal Mose alla Gronda, e Giuseppre Conte ha dichiarato : Un trampolino di lancio per un Italia che corre.
Tra dighe, porti e aeroporti rispunta un altra tra le più grandi incompiute: il Mose. L opera, che dovrebbe difendere Venezia dallacqua alta, e la cui realizzazione è iniziata nel 2003, tra ricorsi, ritardi di costruzione e collaudi, non è ancora entrata in funzione. Test eseguiti un paio di giorni fa, in funzione di una prossima inaugurazione, hanno continuato a dare risultati negativi a causa della sabbia accumulta. Si continua a confermare quello che l ingegner Luigi DAlpaos, professore emerito del Dipartimento di idraulica dell Università di Padova e autore di diverse pubblicazioni tra cui Fatti e misfatti di idraulica lagunare e Sos Laguna, va dicendo da tempo: “La sabbia, problema insoluto. Una buffonata inaugurare il Mose adesso. ” ,”La soluzione Mose adottata non è quella migliore né dal punto di vista dei costi, rilevantissimi, né della manutenzione. Ma questo si sapeva già, non hanno voluto ascoltare.” ,”Lo sappiamo dal 2006, il rimedio ancora non cè. Ci facciano vedere i dati delle prove.”
Francesco Ossola, attuale commissario tecnico del Mose, in una recente intervista ha detto: “Non si potevano alzare le dighe, avremmo potuto fare danni peggiori, il sistema sarà pronto dal 31 dicembre 2021”, suscitando il commento impietoso di DAlpaos : “Non sanno neanche da che parte sta il problema della laguna di Venezia…Ossola il punto lo doveva fare il giorno dopo che lhanno insediato e non finanziare, come pare sia avvenuto, studi già stati fatti quando dopo il 1966 fu istituito il famoso Comitatone: allora aveva degli esperti in campo tecnico di assoluto valore, adesso mi sembra sia occupato soltanto da esponenti politici.”
Nel febbraio 2017 uno studio di nove pagine del , professor Gian Mario Paolucci, già docente di Metallurgia allUniversità di Padova ed esperto del Provveditorato alle Opere pubbliche ed ex Magistrato alle Acque, raccontava drammaticamente le condizioni strutturali del Mose.
Tre punti analizzati erano i seguenti.
ACCIAIO. L’acciaio con cui sono state costruiti i perni delle cerniere non è quello del progetto e dei test. Cè dunque la possibilità di corrosione dei materiali delle cerniere, cuore dellintero sistema da 5 miliardi e mezzo di euro, con la possibilità di un cedimento strutturale della paratoia.
LA PROTEZIONE CATODICA. La natura metallica non inossidabile del materiale prescelto con cui è stata realizzata la maggior parte dei componenti immersi, rende questultimo particolarmente vulnerabile alla corrosione elettrochimica provocata dallambiente marino.
VERNICE. La protezione offerta dalla vernice non è totale né duratura e causa abrasioni prodotte da sabbia e detriti.
Comunque se il Mose, nonostante gli incitamenti di Giuseppe Conte a correre, è e rimane bloccato, non lo sono i suoi costi che invece corrono. Oltre al costo dell’ opera che da 5 miiardi 429 milioni si prevede arriverà a 6 miliardi circa, vi sono i costi di manutenzione di 100 milioni di euro l’ anno. Per non parlare di contenzioni, danni, etc.,etc.. Insomma il Mose, oltre ad essere un’ opera idraulica incompiuta, è un pozzo senza fondo.

Venezia protetta dal Mose