Ottobre 29, 2020

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ISLAMISMO AI TEMPI DELL’ HIRAK, IN ALGERIA.

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Islamisti di Rachad


Francesco Cecchini


Il coronavirus ha colpito in Algeria il movimento Hirak. Dal 20 marzo le stesse strade che durante tutto l anno scorso erano riempite da centinaia di migliaia di manifestanti del movimento hirak sono rimaste vuote.
Non ha colpito però il potere che l’ Hirak combatte. Il 22 aprile, in piena pandemia, il Parlamento algerino ha approvato una legge che punisce la trasmissione di notizie false, considerate dannose per l ordine pubblico e la sicurezza dello Stato. Inserendosi nel contesto di una crescente repressione dellopposizione e dei media, la legge, insieme a vari arresti e repressioni delle forze dellordine, ha accentuato le tensioni tra Hirak ed élite al potere. Questa repressione, si materializza con atti di molestia, anche a livello giudiziario, con arresti arbitrari e detenzioni ingiustificate di detenuti del movimento algerino Hirak.
La Federazione internazionale dei diritti umani, FIDH, e lOrganizzazione mondiale contro la tortura, OMCT, hanno condannato la repressione subita dal movimento di protesta algerino Hirak e dagli attivisti in difesa dei diritti umani ad Algeri da parte delle autorità locali.
Ad inizio luglio, forse in un tentativo di avvicinamento o di riappacificazione, sono stati rilasciati i militanti dell’ Hirak Karim Tabbou, Amira Bouraoui e altri. Una specie di amnistia concessa dal presidente Abdelmadjid Tebboune a pochi giorni dall’ anniversario dellindipendenza nazionale, ma molti sono gli attivisti del movimento Hirak ancor in carcere ed inotre rimangono i carichi pendenti, una libertà provvisoria, quindi, non una vera e propria amnistia . Per esempio il prossimo settembre vi sarà un secondo processo a carico di Karim Tabbou con l accusa di aver danneggiato il morale dellesercito.
La pausa, che dura ancora. delle proteste popolari dell’ hirak, è però un’opportunità per gli attivisti confinati di discutere i problemi attuali e il futuro del movimento. Vi è anche un dibattito su temi che coinvolgono gli islamisti di Rachad.
Il movimento Rachad, fondato nel 2007 da, tra gli altri, ex attivisti del Fronte islamico di salvezza (FIS), uno dei protagonisti della guerra civile degli anni ’90, è al centro della controversia. Molti democratici accusano i quadri del movimento, stabiliti all’estero, di voler dirottare l’Hirak e giocare al gioco democratico solo al fine di istituire un califfato islamico”in Algeria. Rachad, che ha molti sostenitori impegnati nel paese, si difende dalle accuse, affermando che il loro obiettivo è quello di stabilire uno stato civile democratico.
I militanti di Rachad pensano di essere parte importante dell’ Hirak. Sono riusciti a stabilire solidi legami con altri attori della società civile e della classe politica e stano facendo di tutto per raggiungere l’unità all’ interno dell’ Hirak, rispettando la diversità che riflette la società algerina, che vuole un vero cambio di regime.
Sicuramente Rachad, oltre ad aver partecipato a manifestazioni dell’ Hirak prima della pandemia ha simpatizzanti sia all’ estero che in Algeria. Questa situazione valorizza questo confronto, che verrà ridimensionato al ritorno alla normalità post coronavirus. Inoltre va sottolineato che l’ attuale società algerina è secolarizzata e l’ influenza dell’ islmismo, anche in versione Rachad, non è più quella di 15 o 20 anni fa.