Novembre 27, 2020

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Coronavirus: ‘Sarà un autunno di resistenza’

Roberto Speranza, foto dal profilo facebook

Covid-19: con la riapertura delle scuole una seconda ondata pandemica non è esclusa

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Il virus non è scomparso ed i mesi autunnali mi preoccupano di più’, a dirlo in un’intervista rilasciata pochi giorni fa al Corriere della Sera è Roberto Speranza, ministro della Salute

Nell’ultima settimana il numero giornaliero dei nuovi contagi dovuti al Coronavirus non è più basso e stabile come nel mese di luglio, anche se rimane tra i più contenuti in Europa. Sarà un autunno di resistenza’, ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. ‘I sacrifici che chiedo ai ragazzi sul metro di distanza nei treni o sulla movida hanno la scuola come obiettivo di fondo’, ha aggiunto l’esponente di Articolo uno.

Ed ancora. ‘L’età media dei contagiati sta drammaticamente scendendo sotto i 40 anni. È normale che i più giovani si sentano più forti, ma chi porta il virus a casa rischia di fare danni veri alle persone fragili’.

Parole sagge quelle del Ministro, ma in quanti lo ascolteranno? Gli ultimi dati confermano un notevole incremento dei contagi tra i giovani. La situazione potrebbe degenerare di nuovo. Non è difficile da capire e prevedere, eppure in tanti, troppi, ritengono che il peggio sia alle nostre spalle e che la paventata seconda ondata pandemica non ci sarà.

Le località turistiche, le discoteche, i bar, le piazze della ‘movida’, i luoghi di ritrovo tradizionali sono affollati come se i mesi trascorsi in lockdown non ci fossero stati, come se tutto fosse come prima. Per molti, per troppi è un estate ‘normale’.

Invece non è così. Il virus continua a circolare. Ed i prossimi mesi saranno assai difficili.

Gli italiani sapranno affrontare adeguatamente la Fase 3 della pandemia? I comportamenti delle ultime settimane non fanno ben sperare e tra un mese riapriranno le scuole. Oltre dieci milioni di persone affolleranno bus, metrò, treni, aule scolastiche e poi faranno ritorno nelle loro case, dai genitori e dai nonni. No, il futuro prossimo sarà complicato, ‘di resistenza‘ e di certo non basterà incrociare le dita per esorcizzare il peggio.

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