Novembre 27, 2020

AFV

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I SABOTATORI DELLA SCUOLA SIETE VOI

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Il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina non può nascondersi dietro gli attacchi che le fa il “gaglioffo” Salvini, che allo stato attuale sono il suo solo titolo di merito. Le parole del ministro contro i sindacati, accusati di sabotare la ripresa della scuola, sono inaccettabili e imperdonabili.
Ogni governante italiano prima di accostarsi ai problemi della scuola dovrebbe scusarsi per trent’anni di tagli e privatizzazioni, che come nella sanità hanno intaccato un bene pubblico fondamentale. Il predecessore di Azzolina, del suo stesso partito allora, si é dimesso perché i tagli continuavano. Ora grazie al COVID19, sì bisogna purtroppo dirla così, il governo è costretto ad aumentare le spese per l’istruzione, per evitare la catastrofe culturale, sociale e civile delle scuole chiuse. Ma non è che di questo ci si debba vantare come fa Azzolina. I soldi in più servono parzialmente per l’emergenza e non bastano ancora. I sindacati giustamente rivendicano più insegnanti, più personale tecnico e amministrativo, più personale sanitario, più aule, più sicurezza insomma. Perché quanto annunciato non basta, né per la sicurezza, né tantomeno per recuperare i criminali tagli all’istruzione del passato. E visto che saranno poi le persone della scuola in carne ed ossa a farla funzionare, bisognerebbe ascoltarle invece che accusarle di sabotare. E bisognerebbe assumere subito chi già nella scuola lavora invece che rimandarlo a concorso a scuole iniziate. E assumere tutto il personale che serve con contratto a tempo indeterminato invece che riservare a tanti la maledizione del contratto precario.
Insomma bisognerebbe spendere quello che c’è da spendere per mettere in sicurezza e risanare la scuola. Invece si parla come Confindustria: sono i sindacati con le loro regole ed i loro diritti a sabotare la ripresa. Una frase così testimonia la reale subalternità del governo ai padroni più di diecimila proclami ipocriti.
I sabotatori della scuola siete voi signori governanti, con i vostri tagli, la vostra austerità e la vostra arroganza.

Giorgio Cremaschi PaP