Ottobre 28, 2020

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Il ruolo della Polonia nelle proteste in Bielorussia: il carlino non vede l’elefante

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La Polonia non ha il potenziale per condurre una propria geopolitica, ma svolge un suo ruolo distruttivo in Bielorussia: questo ritiene il pubblicista e politico polacco Mateusz Piskorski.

Tre aspetti della partecipazione della Polonia alla rivoluzione colorata in Bielorussia

La Polonia funge da subappaltatore per gli Stati Uniti e il Regno Unito nei loro progetti geopolitici. Uno di questi progetti è destabilizzare la Bielorussia. Questa è la ragione dietro l’emergere del canale NEXTA, che trasmette dalla Polonia e manipola i manifestanti.

Mateusz Piskorski ha notato che il suo organizzatore, lo studente Stepan Putilo, non è stato in grado di fornire contenuti e materiali video per il canale su vari media. NEXTA è una filiale del canale televisivo Belsat, che a un certo punto è stato finanziato dal Ministero degli Esteri polacco e ha perseguito politiche anti-bielorusse e anti-russe.

Il primo aspetto della partecipazione della Polonia alla rivoluzione colorata in Bielorussia è legato alla partecipazione dei mass media alle proteste, com’è successo in Ucraina.

Il secondo aspetto, ha proseguito Mateusz Piskorski, è relativo ai consiglieri e agli istruttori dell’opposizione bielorussa. Ce ne sono circa una dozzina, e vengono coordinati direttamente. Sono apparsi in Bielorussia poco prima delle proteste. Uno di loro è, ad esempio, il giornalista Sławomir Sierakowski – che ha detto direttamente ad uno dei canali polacchi che stava dando istruzioni ai manifestanti.

Il terzo aspetto del coinvolgimento polacco è legato ai militanti. Il politico ha spiegato che sono stati preparati dal Centro per gli Studi sull’Europa Orientale presso l’Università di Varsavia, che è finanziato da una fondazione occidentale.

La dottrina Prometeo lavora per far crollare la Russia

Il centro è diretto da Yan Malitsky, l’editore della rivista New Prometheus. La “Prometeo” è una dottrina per dividere il territorio della Russia e creare un corridoio ostile di paesi tra l’Occidente e la Russia. È comparsa prima della Seconda Guerra Mondiale, ed è stata sviluppata dall’intelligence polacca.

“Studenti polacchi, laureati di questo centro, sono stati detenuti a Minsk. Sono membri di organizzazioni neonaziste che hanno collaborato con l’ucraino Azov (il Battaglione Azov è bandito nella Federazione Russa in quanto organizzazione terroristica – ndr). Quest’ultimo li ha difesi sui social media dopo l’arresto”, ha specificato Mateusz Piskorski.

Il separatismo di Grodno non è ancora realizzabile

Il politico non crede che il tema del separatismo di Grodno sia all’ordine del giorno. Varsavia non ha ancora fatto ricorso a questo fattore, perché la minoranza polacca non è in conflitto con i bielorussi, e ci vuole tempo per creare artificialmente il terreno per questo.

“La minoranza polacca in Bielorussia sta bene, la diaspora polacca è rispettosa della legge, il suo leader è una persona molto adeguata. C’è, tuttavia l’Unione dei Polacchi in Bielorussia, che è finanziata da Varsavia, ma questa è una piccola organizzazione che mangia sovvenzioni”, ha detto Mateusz Piskorski.

Secondo il politico, la Polonia non ha il potenziale storico, politico e culturale per influenzare i bielorussi. I bielorussi non condividono la russofobia che potrebbe unirli ai nazionalisti polacchi, com’è successo in Ucraina. I polacchi non sanno nemmeno che Grodno e Brest erano in origine terre polacche – questo non fa parte della loro mentalità, ha aggiunto l’esperto.

Un conflitto militare con la Russia è possibile solo su istruzioni dirette di Washington

Il politico non vede il potenziale per un conflitto militare nell’Ucraina occidentale o nella Bielorussia occidentale, perché l’Europa non ha bisogno di questi conflitti ai suoi confini.

La Polonia ha recentemente rafforzato i suoi confini con l’aiuto del personale militare americano, perché questo è ciò che vogliono fare i curatori statunitensi. Non sono interessati alle ambizioni polacche: il potenziale mira a contenere la Russia e verrà utilizzato solo su istruzioni dirette di Washington.

Mateusz Piskorski ritiene che Mosca non ritirerà le sue basi militari (stazioni radar) dalla Bielorussia, né permetterà a nessuno di trasformare la Bielorussia in un’altra roccaforte della NATO. Ciò ridurrà la sua capacità di difesa e lascerà Kaliningrad senza protezione. L’Occidente lo capisce bene, e conduce un dialogo attivo con Mosca sull’argomento, ha osservato l’addetto stampa.

“Se la Polonia volesse assicurarsi le sue posizioni in Bielorussia, parlerebbe anche con Mosca”, ha osservato il politico.

La Russia deve accelerare la sua integrazione con i paesi dell’ex Unione Sovietica

A suo avviso, lo scenario bielorusso potrebbe ripetersi in Russia nel 2021 o 2024. Per evitarlo è necessario accelerare l’integrazione eurasiatica, attuare e promuovere lo Stato dell’Unione con la Bielorussia come esempio per il resto dello spazio post-sovietico. Tuttavia, Aleksandr Lukashenko non è psicologicamente pronto per questo.

“Non esiste una persona del genere che possa adattarsi a questo scopo, e bisogna trovarne una tra i politici bielorussi”, ha osservato il pubblicista.

Secondo Mateusz Piskorski, se il clan Clinton vincerà le prossime elezioni presidenziali americane, la situazione intorno alla Russia peggiorerà. Se Donald Trump rimane al potere, c’è la possibilità che gli Stati Uniti prestino maggiore attenzione al confronto con la Cina. Pertanto, invece di intensificare i conflitti in Europa, gli americani si concentreranno sulle loro posizioni nella regione Asia-Pacifico.

Tuttavia, non ci saranno cambiamenti qualitativi nella politica statunitense nello spazio post-sovietico, ha concluso il pubblicista.

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Articolo di Ljuba Lulko pubblicato su Pravda Report il 27 agosto 2020.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.