Dicembre 5, 2020

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La Cina verso l’approvazione del nuovo piano quinquennale

La Repubblica Popolare Cinese è al lavoro in vista della redazione e dell’approvazione del quattordicesimo piano quinquennale, che determinerà le politiche del Paese dal 2021 al 2025.

I vertici della Repubblica Popolare Cinese sono alacremente al lavoro per decidere l’indirizzo economico del Paese nei prossimi cinque anni. Proprio a questo fine, tra il 26 ed il 29 ottobre si è svolta la quinta sessione plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese. Questo ha avuto luogo proprio mentre il tredicesimo piano quinquennale volge al termine con risultati assai lusinghieri, nonostante i tanti ostacoli che si sono contrapposti all’avanzata cinese, come l’epidemia da Covid-19 o la guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti contro Pechino. Il nuovo piano quinquennale dovrebbe invece essere definitivamente approvato all’inizio del nuovo anno.

Secondo gli analisti, il quattordicesimo piano quinquennale rappresenterà sotto molti aspetti una continuazione del suo predecessore, in vista di due importanti scadenze a lungo termine fissate dalla leadership cinese, quella del 2035 e quella del centenario della fondazione della Repubblica Popolare, nel 2049. Il nuovo piano dovrebbe porre l’accento sullo sviluppo di settori considerati chiave, come la ricerca scientifica e la finanza, oltre a prevedere una serie di meccanismi di difesa nei confronti dei prevedibili rinnovati attacchi da parte di Washington.

La compilazione del quattordicesimo piano quinquennale dovrebbe essere una risposta ai desideri delle persone e anche comprendere i pensieri e le aspettative delle persone”, ha dichiarato a riguardo il presidente Xi Jinping. Prima della fase finale, infatti, la formulazione di un piano quinquennale prevede mesi di consultazioni popolari a livello locale, al fine di mettere in risalto le problematiche maggiormente sentite dalla popolazione.

La leadership comunista dovrebbe porre inoltre ulteriori obiettivi ambiziosi per il periodo 2021-2025. Secondo le previsioni, nel 2022 la Cina dovrebbe varcare la soglia dei 10.066 $ di reddito procapite, rientrando così nella classificazione dei Paesi a reddito alto secondo i criteri fissati dalla Banca Mondiale. All’interno del Paese, inoltre, dovranno essere affrontate le questioni riguardanti la diseguaglianza ed i problemi di sviluppo diseguale tra aree urbane e rurali, regioni, dipartimenti e individui.

Il quattordicesimo piano quinquennale dovrebbe poi rappresentare l’istituzionalizzazione del nuovo indirizzo di politica economica formulato dal presidente Xi Jinping per affrontare le difficoltà causate dalla pandemia, quello della doppia circolazione. Secondo questa impostazione, la circolazione interna rappresenta il motore economico principale, ma allo stesso tempo la circolazione nazionale ed internazionale si promuovono reciprocamente. Ciò andrà ad implementare la linea dell’aumento dei consumi interni già perseguita dal governo negli ultimi anni al fine di ridurre la povertà. Ciò potrebbe richiedere riforme fiscali per aumentare la fiducia dei residenti nei consumi e aumentare la loro sensazione di sicurezza.

Altri miglioramenti sono attesi in settori di grande rilevanza sociale, come l’istruzione e la riqualificazione degli ambienti urbani, al fine di mostrare i vantaggi della civiltà politica socialista con caratteristiche cinesi. “Se questi obiettivi vengono raggiunti come da programma, il panorama sociale cinese compirà un cambiamento fondamentale con progressi significativi in vari campi. La Cina diventerà un desiderabile paese socialista moderno, che funge da esempio di un sistema di governo alternativo al mondo intero”, ha scritto Fan Peng sulle pagine del Global Times.

Secondo molte indiscrezioni, il nuovo piano quinquennale potrebbe contenere importanti innovazioni anche per quanto riguarda la questione ambientale, con l’obiettivo specifico di ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio, dopo una prima limitazione già prevista nel tredicesimo piano quinquennale. “In questo modo, possiamo limitare efficacemente il consumo di carbone senza porre alcun vincolo per lo sviluppo di fonti energetiche a zero emissioni di carbonio”, ha dichiarato Wang Yi, membro del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo e consulente chiave del governo per il clima e la sostenibilità. “All’inizio, l’obiettivo potrebbe non sembrare il più ambizioso quantitativamente, ma significa l’inizio di un nuovo processo per ridurre le emissioni di carbonio in termini assoluti”.

La Cina, che al contrario degli Stati Uniti aderisce agli accordi di Parigi sul clima stipulati nel 2015, aveva precedentemente previsto di aumentare le proprie emissioni di carbonio fino al 2030, ma ora Xi Jingping sembra intenzionato ad anticipare questa scadenza. Il presidente cinese, nello specifico, ha recentemente affermato che l’obiettivo a lungo termine di Pechino è quello di azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2060.

L’emanazione del quattordicesimo piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale avrà una grande rilevanza non solamente per le questioni interne alla Repubblica Popolare Cinese, ma anche per il resto della comunità internazionale, visto il sempre più evidente ruolo di leadership assunto dalla Cina sotto molti aspetti. Inoltre, non va dimenticato che i piani quinquennali cinesi indirizzano la vita di quasi un quinto della popolazione mondiale (quasi 1.4 miliardi di persone, di cui 400 milioni a reddito medio, più dell’intera popolazione degli Stati Uniti).

Il sistema dei piani quinquennali, inaugurato da Mao Zedong nel 1953, ha provato negli ultimi decenni la sua efficacia, come dimostrato dagli incredibili passi avanti compiuti dalla Cina dal punto di vista economico e sociale. Questo grazie alla risolutezza con la quale la leadership ha saputo analizzare la situazione concreta, individuare i problemi esistenti e formulare le dovute soluzioni. I piani quinquennali, inseriti all’interno di percorsi a più lungo termine, garantiscono inoltre una politica stabile e coerente nel corso del tempo, al contrario di quello che accade nelle democrazie rappresentative borghesi occidentali, dove vengono formulate unicamente politiche a breve termine sulla base delle scadenze elettorali.

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Giulio Chinappi – World Politics Blog

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