di Asa Winstanley

Dopo cinque anni di una campagna di diffamazione, l’ex leader laburista Jeremy Corbyn è stato sospeso giovedì dai capi del partito.

La mossa draconiana, autorizzata dall’attuale leader Keir Starmer, ha provocato un’ondata di  shock tra gli attivisti assillati.

Non c’è “alcuna necessità di una guerra civile”, ha insistito Starmer andando in onda la mattina dopo.

Ma le sue azioni dimostrano tutto il contrario.

La sospensione significa che Corbyn – eletto la prima volta nel 1983 – non rappresenta più il Partito Laburista in parlamento. Siederà da parlamentare indipendente fino a quando ci saranno nuove elezioni o fino a quando non sarà riammesso dai dirigenti del partito.

Quest’ultima prospettiva pare altamente improbabile.

Starmer è stato eletto dai membri del Partito Laburista su una piattaforma di unificazione delle fazioni contrapposte del partito.

Ma ora sembra che abbia deliberatamente avviato quella stessa guerra civile che afferma di voler evitare al fine di purgare i residui della sinistra.

In realtà la sua campagna è stata finanziata in parte da un lobbista multimilionario filoisraeliano, che ha donato segretamente 62.000 sterline.

Dopo essere divenuto leader, Starmer ha incessantemente purgato il partito da elementi di sinistra e critici di Israele.

Il pretesto per la sospensione di Corbyn è stato una blanda dichiarazione di fatto da lui pronunciata, spiegando che la dimensione dell’antisemitismo nel Partito Laburista era stato esagerata dai suoi nemici politici.

Ma c’erano alcuni segnali che la purga di Starmer era stata pianificata con mesi di anticipo.

La dichiarazione di Corbyn è giunta in reazione al lungamente atteso rapporto, giovedì mattina, della Commissione sull’Uguaglianza e i Diritti Umani (EHRC).

La commissione non ha ritenuto il Partito Laburista colpevole di “antisemitismo istituzionale”, come avevano chiesto gruppi filoisraeliani le cui denunce avevano lanciato l’indagine: la Campagna Contro l’Antisemitismo e il Movimento Laburista Ebreo.

Dopo 17 mesi di indagini – e anni di diffamazioni mediatiche e della lobby israeliana a proposito dell’”antisemitismo laburista” – la commissione ha scoperto solo due casi che ha affermato essere “molestie illegali” antisemite da parte di agenti laburisti.

Uno di essi è stato l’ex sindaco di Londra Ken Livingstone. L’organismo ha affermato che segnalando il fatto che c’era una “campagna di fango da parte della ‘lobby israeliana’ per stigmatizzare quali antisemiti i critici di Israele”, tra cui Corbyn, Livingstone e il Partito Laburista avevano “commesso molestie illegali”.

Reagendo al rapporto, Corbyn aveva rilasciato una cauta dichiarazione, che non riconosceva come “antisemiti” gli anni di deliberate diffamazioni contro di lui, il suo movimento e il partito.

“Un antisemita è uno di troppo”, aveva scritto, “ma la  dimensione del problema è stata anche spettacolarmente esagerata per motivi politici dai nostri avversari all’interno e all’esterno del partito, nonché da gran parte dei media”.

Questa dichiarazione di fatto pare aver scatenato la sospensione da parte del nuovo segretario generale di destra del partito, David Evans.

“Si sono assicurati lo scalpo numero uno”

Reazioni alla purga sono arrivate rapide e abbondanti da giovedì.

L’influente leader sindacale e sostenitore di Corbyn, Len McCluskey, ha detto che è stata “una grave ingiustizia che, se non revocata, creerà caso in seno al partito”.

Chris Willamson, di sinistra ed ex parlamentare laburista purgato, ha detto che la sospensione è stata “una farsa” e ha sollecito un contrattacco. Ha detto che il rapporto “non avrebbe mai dovuto essere commissionato, tanto per cominciare”.

“E’ stato un chiaro tentativo di sionisti e altri razzisti di fare dell’antisemitismo un’arma”, ha detto in un nuovo video. “Si sono assicurati lo scalpo numero uno che stavano inseguendo”.

Come ho dichiarato a BreakThrough News in questo video, c’è una finestra di opportunità per Corbyn di dimettersi per protesa e fondare un nuovo partito politico di sinistra che avrebbe un vasto seguito popolare e potrebbe realizzare una cambiamento molto necessario in Gran Bretagna.

Ma Corbyn sin qui non mostra segni di avere la volontà politica di farlo.

L’ufficio della base del Partito Laburista risulta essere “inondato” da dimissioni.

I compagni parlamentari di Corbyn nella sinistra laburista hanno condannato la sospensione, ma la maggior parte delle loro dichiarazioni è stata tenue, o persino totalmente assente.

Qualsiasi parlamentare che si esprima a favore di Corbyn sa che potrebbe essere il prossimo bersaglio della procedure “disciplinare” arbitraria, incomprensibile e fortemente politicizzata del Partito Laburista.

Anche la reazione dello stesso Corbyn è stata docile, chiedendo ai dirigenti del partito di “gentilmente ripensarci”.

In una dichiarazione ha successivamente affermato che avrebbe “fortemente contestato l’intervento politico per sospendermi”.

Ma la lobby israeliana è finita in estasi.

“L’inizio, non la fine”

“Apprezziamo la decisione del Partito Laburista di sospendere Jeremy Corbyn”, ha detto il massimo gruppo filoisraeliano, il Consiglio dei Deputati degli Ebrei Britannici. “I suoi vergognosi commenti hanno mostrato oggi che egli resta parte del problema”.

Ad apprezzare la purga è stato anche il Movimento Laburista Ebreo, un gruppo lobbistico sionista che ha stretti legami con l’ambasciata israeliana e i suoi agenti.

Starmer “ha assunto la responsabilità, e il Partito Laburista ha agito”, ha detto il gruppo.

Ma qualsiasi speranza tra gli attivisti laburisti che la sospensione di Corbyn segni la fine della “crisi” è stata distrutta, ancora una volta.

Il rapporto dell’EHRC “segna non una fine, bensì un inizio”, ha insistito giovedì un articolo principale del Jewish Chronicle.

“Non ci sono più scuse per il Partito Laburista. L’orologio ha cominciato a ticchettare. L’antisemitismo deve essere espulso. Ora”, ha preteso.

Il settimanale antipalestinese e antimussulmano è essenzialmente la rivista interna della lobby israeliana britannica.

Ha una lunga storia di diffamazione di persone di sinistra, palestinesi e loro sostenitori quali “antisemiti” e di sborsare vaste somme in danni per le sue falsità.

Purga di parlamentari

La stessa lobby è entrata in azione per assicurare che tali minacce divengano realtà.

La Campagna Contro l’Antisemitismo ha immediatamente scritto al Partito Laburista chiedendo la purga non solo di Corbyn, ma di una lista nera di 32 altri parlamentari e candidati laburisti a cariche.

Quasi tutti appartengono alla sinistra del partito, tra cui stretti alleati di Corbyn e gli ex membri del governo ombra Diane Abbott, Richard Burgon e Barry Gardiner.

La lettera è lunga 72 pagine ed è stata chiaramente preparata ben in anticipo rispetto a giovedì. Conclude con la richiesta che tutte le 33 denunce siano trattate entro sei mesi.

La lettera è co-firmata dal “capo delle investigazioni politiche e governative” del gruppo, Joe Glasman.

Il giorno di Natale dell’anno scorso Glasman ha pubblicato una filippica video gongolando che la sua organizzazione, assieme con “nostre spie e servizi d’informazione” aveva “massacrato” Corbyn, “la bestia”.

Il video si è dimostrato così imbarazzante per Glasman – che evidentemente credeva che sarebbe stato visto solo dai suoi amici e alleati – che ha tentato di far rimuovere ogni copia da Internet.

YouTube ha in effetti rimosso la copia pubblicata da The Electronic Intifada, ma l’ha ripristinata dopo due settimane quando ci siamo appellati in base alla legge statunitense sul diritto d’autore.

Pare che per la lobby israeliana massacrare Corbyn una volta non sia stato sufficiente.

Potete tuttora vedere il video qui: https://youtu.be/evSj4S4AC4Q

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/israel-lobby-slaughters-corbyn-again/

Originale: Electronic Intifada

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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