Dicembre 3, 2020

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PERU’ IN FIAMME HA BRUCIATO MANUEL MERINO. BRUCERA’ ANCHE FRANCISCO SAGASTI?

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Protesta Lima contro Manuel Merino


Francesco Cecchini


Il Perù ha una storia di Presidenti della Repubblica con problemi istituzionali, per lo più per corruzione: Alberto Fujimori Alejandro Toledo, Alan Garcia, Pedro Pablo Kuczynski e ora Martín Vizcarra, che è stato Presidente dal 23 marzo 2018 al 9 novembre 2020. Martín Vizcarra riguardo alla corruzione propose un referendum per richiedere al Parlamento l’approvazione di alcune riforme : la riforma della Corte Costituzionale , la regolamentazione del finanziamento ai partiti e il divieto di rielezione immediata dei parlamentari, che furono accolte con favore dagli elettori. Il Parlamento, controllato dai fujimoristi di Fuerza Popular e dall’ APRA, si rifiutò di approvare tali riforme. Vizcarra annunciò quindi allora lo scioglimento del Parlamento, che reagì sospendendolo per un anno dalla presidenza “per incapacità temporanea”. Il 9 novembre poi venne sfiduciato dal Parlamento per incapacità morale, per uno scandalo avvenuto nel 2014,
Il 14 novembre, 5 giorni dopo la sua destituzione Martín Vizcarra ha rilasciato un’ intervista a Reporteros diffusa in giro. Per esempio è stata ripresa da Carta Maior. E’ utile leggerla per capire cosa è successo.
Il link con l’ intervista è il seguente:
https://www.idl-reporteros.pe/entrevista-martin-vizcarra/
Il 10 novembre, Manuel Merino, diventò Presidente del Perù, e dopo l’ insediamento ha formato un governo di estrema destra, con il sostegno degli ammiragli della Marina peruviana. Ciò e la rimozione di Vizcarra è stato visto dal popolo peruviano come un vero e proprio colpo di stato contro la democrazia ed è sceso in piazza in tutto il paese per protestare con energia. Le parole d’ ordine sono state: ” Merino non mi rappresenta” e ” Merino non è il mio presidente”.
La repressione delle manifestazioni è stata violenta, innanzitutto a Lima. Secondo il Ministero della Salute vi furono due morti e 94 feriti, ma il Coordinamento Nazionale di Diritti Umani ha affermato che i feriti sono stati 112 con una decina desaparecidos. I due giovani morti sono Jack Bryan Pintado Sánchez, di 22 años, vittima di proiettili a pallini al viso e al collo e Inti Sotelo Camargo,di 25 anni per una pallottola nel petto . Vi sono però testimonianze personali che parlano di almeno 120 feriti e 7 morti, e una sessantina di dispersi e inoltre raccontano della squadra speciale della polizia, Grupo Terna, che si è infiltrata tra i manifestanti per creare violenze.

Polizia che reprime con violenza a Lima


La mobilitazione popolare che la repressione poliziesca non è riuscita a reprimere ha causato la caduta di Manuel Merino e del suo governo, sollecitato anche da Luiz Valdez, presidente del Parlamento. Merino è rimasto alla presidenza solo sei giorni, un record!
Dopo le dimissioni di Manuel Merino, Francisco Sagasti, del Partito Morado, l’unico gruppo politico che ha votato contro la rimozione di Martín Vizcarra, è stato eletto nuovo presidente del Perù. Il Partito Morado è una formazione politica di centro
Chi è Francisco Sagasti? Ha 75 anni, nacque a Lima il 10 ottobre 1944. Ha ricoperto incarichi importanti, come capo della Divisione Pianificazione Strategica della Banca Mondiale. Dal 1972 al 1977 ha ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio dell’Istituto per la ricerca tecnologica, industriale e tecnica del Perù (ITINTEC). Tra il 1988 e il 1989 è stato presidente di un Comitato dell’ ONU. Poi si è dedicato all’ insegnamento come docente universitario. Ha ricevuto la Medaglia della Pace dall’ ONU e il premio Paul Hoffman. Insomma una personalità tranquilla in grado di fare il Presidente del Perù fino alle prossime elezioni in aprile 2021, senza scosse. Un esempio in Parlamento ha reso omaggio alle due vittime cadute durante le manifestazioni contro Manuel Merino.
Importanti le dichiarazioni in merito di Verónika Mendoza, leader della sinistra peruviana che ha affermato che più che cambiare il governo si devono cambiare le regole del gioco. Inoltre ha dichiarato: Le mobilitazioni dei cittadini sono scoppiate nel momento in cui si è verificato il posto vacante e il signor Merino è stato nominato presidente illegittimo. La cittadinanza non ha dato tregua, ma in più, ciascuna delle decisioni che il governo illegittimo stava prendendo ha contribuito al malcontento, così come la nomina di un gabinetto non di base, come aveva annunciato e come alla fine sarebbe stato il caso. pertinente, ma un governo completamente di destra, conservatore e razzista. Questo gabinetto, inoltre, era avallato da un’organizzazione di imprenditori chiamata CONFIEP, divenendone così non solo illegittima ma completamente allontanata dagli interessi e dalle preoccupazioni dei cittadini. Quindi, ciascuna delle decisioni illegittime, ma anche rozze e goffe del governo illegittimo del signor Merino, ha rafforzato la mobilitazione dei cittadini e ha confermato l’idea che il posto vacante non fosse stato in alcun modo dato in difesa della democrazia o per combattere la corruzione, ma chiaramente per difendere interessi particolari.”

Verónika Mendoza