Dicembre 3, 2020

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USA: la nuova bandiera del Mississippi e altri referendum

Oltre alle elezioni presidenziali e legislative, il 4 novembre negli Stati Uniti si sono svolti numerosi referendum, come quello per l’approvazione della nuova bandiera del Mississippi. Tra le questioni dibattute, legalizzazione delle droghe leggere, aborto, matrimoni omosessuali, salario minimo e… abolizione della schiavitù.

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NUOVA BANDIERA PER IL MISSISSIPPI – In seguito alla rimozione della vecchia bandiera ufficiale, sulla quale era ancora raffigurata la contestata croce stellata simbolo dei sudisti durante la guerra di secessione, i cittadini del Mississippi sono stati chiamati alle urne per approvare la nuova bandiera dello stato. Dopo una lunga fase di selezioni, la bandiera vincitrice è risultata essere quella denominata “The New Magnolia”. Il 71.39% degli elettori ha espresso un parere favorevole nei confronti del nuovo vessillo, che dunque dovrebbe essere adottato ufficialmente al più presto da parte del governatore repubblicano Tate Reeves.

IL NOME DEL RHODE ISLAND – Lo stato del Rhode Island ufficializza il proprio cambio di nome, cancellando la seconda parte della propria denominazione ufficiale di “Stato del Rhode Island e delle Piantagioni di Providence”, retaggio del nome del primo insediamento europeo in Nordamerica. Il 53.1% si è infatti espresso per la rimozione “di “Providence Plantations” dai riferimenti ufficiali del nome dello stato nella costituzione del Rhode Island”.

LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE – Diversi stati hanno organizzato referendum riguardanti la legalizzazione delle droghe leggere. In Arizona, il 60.03% ha votato in favore della legalizzazione della marijuana per fini ricreazionali, che potrà essere venduta con una tassazione del 16%. L’esito del referendum diventerà effettivo a partire dal 1° gennaio 2021, quando, oltre all’Arizona, anche Montana, New Jersey e South Dakota adotteranno misure di questo tipo.
In South Dakota, infatti, un referendum ha emendato il passaggio del costituzione che ne proibiva l’uso (54.2%), mentre un secondo quesito ha approvato la legalizzazione della marijuana a scopi medici (69.9%). In Montana, la legalizzazione è stata approvata dal 56.9% degli elettori, mentre un secondo quesito prevede che lo stato fissi un limite di età per l’utilizzo legale della sostanza (57.8%). In New Jersey, invece, il 67% ha votato favorevolmente per “legalizzare l’uso ricreativo della marijuana per persone di età pari o superiore a 21 anni e legalizzare la coltivazione, l’elaborazione e la vendita di marijuana al dettaglio”.
Lo stesso Mississippi, oltre a votare per l’approvazione della nuova bandiera, ha anche approvato l’uso medico della marijuana con il 68.4% dei consensi, mentre un ulteriore quesito, approvato dal 73.6% degli elettori, prevedeva la modifica della costituzione in questo senso.
In Oregon, il referendum non ha riguardato la marijuana, già legale da molto tempo in quello stato, ma il 55.7% dei votanti ha approvato un quesito che “consente ai fornitori di servizi autorizzati di somministrare funghi e prodotti a base di funghi che producono psilocibina a soggetti di età pari o superiore a 21 anni”.

DIRITTO ALL’ABORTO – Con il 59% dei voti, il Colorado ha respinto un’iniziativa di legge che avrebbe fortemente limitato il diritto delle donne all’aborto, prevedendo il divieto di ogni tipo di aborto dopo le prime ventidue settimane.
Tuttavia, il risultato del Colorado è stato ridimensionato dal referendum tenutosi in Louisiana, che, con il 62.1% dei consensi ha approvato un quesito che affermava che “nulla nella costituzione dello stato deve essere interpretato per garantire o proteggere il diritto all’aborto o richiedere il finanziamento dell’aborto”.

MATRIMONI OMOSESSUALI ED ENERGIA RINNOVABILE – Tra i vari referendum ai quali sono stati sottoposti gli elettori del Nevada, due hanno attirato l’attenzione dei mass media. Il 62.4% ha votato in favore di una legge che “riconosce il matrimonio tra coppie indipendentemente dal sesso”, anche se “afferma che le organizzazioni religiose e gli ecclesiastici hanno il diritto di rifiutarsi di solennizzare un matrimonio”. Il 57.9% ha invece approvato una misura che prevede che lo stato produca almeno il 50% della propria energia da fonti rinnovabili entro il 2050.
Questioni ambientali sono state al centro anche del voto nello stato di Washington, dove il 61.2% ha votato in favore del mantenimento di una tassa sulle buste di plastica.

QUESTIONI DI GENERE – Nello Utah, il 57.7% degli elettori ha votato in favore di un emendamento che “rimuove il linguaggio di genere nella Costituzione dello Utah e lo sostituisce con un linguaggio neutro rispetto al genere”.

SALARIO MINIMO – In Florida, il 60.8% dei votanti ha approvato l’aumento del salario minimo orario. Questo verrà portato a quota dieci dollari entro il 30 settembre 2021, per poi essere successivamente aumentato di un dollaro l’anno fino a raggiungere quota quindici dollari nel 2026. In seguito, il salario minima continuerà ad essere incrementato in base all’inflazione annua.

LIMITE DI MANDATI – Il Missouri ha respinto un referendum che proponeva un limite di due mandati per il governatore e per le altre principali cariche dello stato. Il 52% dei votanti ha bocciato tale proposta.

ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITÙ – Può sembrare incredibile, ma, negli Stati Uniti del 2020, ancora vi sono i retaggi dello schiavismo, al punto che alcuni stati hanno dovuto dare ricorso a dei referendum per abolirla definitivamente. In Nebraska, il 68.2% degli elettori ha votato favorevolmente un emendamento che “rimuove dalla costituzione del Nebraska il linguaggio che consente l’uso della schiavitù e della servitù involontaria come sanzioni penali”. Ancora più preoccupante, è il fatto che il 31.8% degli elettori – quasi uno su tre – si sia espresso contro tale misura.
Un referendum dal contenuto identico ha avuto luogo nello Utah, anche se in questo caso la percentuale favorevole al provvedimento ha raggiunto l’80.5% degli elettori.

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Giulio Chinappi – World Politics Blog