Non c’erano molti dubbi sui risultati delle elezioni legislative in Burkina Faso, dopo che il presidente in carica Roch Marc Christian Kaboré aveva ottenuto il suo secondo mandato alla guida del Paese africano con il 57.86% delle preferenze. Il suo partito, il Movimento del Popolo per il Progresso (Mouvement du Peuple pour le Progrès, MPP), di isprazione socialista, ha infatti ottenuto il primo posto anche nelle consultazioni per il rinnovamento dell’Assemblea Nazionale di Ouagadougou, il parlamento unicamerale del Paese, eleggendo 56 deputati sui 127 scranni a disposizione, con un incremento di un seggio rispetto alle elezioni di cinque anni fa.

Il MPP resta dunque il capofila dei 126 partiti che si sono presentati a queste elezioni, con quindici di questi che hanno ottenuto almeno un seggio parlamentare. Al secondo posto, troviamo la principale forza di opposizione, il Congresso per la Democrazia ed il Progresso (Congrès pour la Démocratie et le Progrès, CDP). Fondato nel 1996 dal dittatore Blaise Compaoré, destituito nel 2014 ed oggi in esilio in Costa d’Avorio, il CDP ha ottenuto venti seggi, due in più rispetto alla precedente legislatura, sotto la guida di Eddie Komboïgo, che aveva otenuto la piazza d’onore anche nelle presidenziali, con il 15.48% delle preferenze.

Grazie a questo risultato, Komboïgo ottiene la carica di leader dell’opposizione. Lo Statuto dell’opposizione politica del Burkina Faso specifica infatti nel suo articolo 12 che “il leader dell’opposizione è il leader del partito dell’opposizione con il maggior numero di membri eletti all’Assemblea Nazionale“. Nella precedente legislatura, invece, era stato Zéphirin Diabré, leader della forza centrista Unione per il Progresso e il Cambiamento (Union pour le Progrès et le Changement, UPC), a ricoprire questo ruolo, ma l’UPC ha subito una forte perdita di consensi in questa tornata elettorale, passando da 33 ad appena dodici rappresentanti, uno in meno della lista Nuovo Tempo per la Democrazia (Nouveau Temps pour la Démocratie, NTD), che invece sostiene il presidente Kaboré e fa parte della coalizione di governo.

Tra le forze minori, mantiene i suoi cinque seggi l’Unione per la Rinascita – Partito Sankarista (Union pour la Renaissance – Parti Sankariste UNIR-PS), precedendo il Movimento per il Burkina del Futuro (Mouvement pour le Burkina du Futur, MBF) ed i suoi quattro rappresentanti, che entrano per la prima volta nell’emiciclo. Solo due, invece, i seggi conquistati dalla lista Agire Insieme (Agir Ensamble, AE), che aveva presentato la propria candidatura alle presidenziali con Kadré Désiré Ouédraogo. Scompare di scena, infine, la Nuova Alleanza del Faso (Nouvelle Alliance du Faso, NAFA), che in precedenza disponeva di dodici scranni.

Il presidente Roch Kaboré potrà dunque contare su una maggioranza parlamentare composta dai 56 deputati del MPP e dai tredici di NTD, ma anche da quelli delle altre liste alleate, come il già citato UNIR-PS, o ancora il Raggruppamento Patriottico per l’Integrità (Rassemblement Patriotique pour l’Intégrité – RPI) e il Patrito per lo Sviluppo e il Cambiamento (Parti pour le Développement et le Changement – PDC) – questi ultimi due partiti con tre seggi a testa. In tal modo, la coalizione presidenziale potrà ampiamente raggiungere la maggioranza assoluta, con 80 seggi su 127.

Nel frattempo, il CDP ha annunciato di aver rinunciato a fare ricorso contro i risultati delle elezioni, come era invece stato dichiarato in un primo momento dal leader Eddie Komboïgo e dai suoi collaboratori. “Dobbiamo dare luogo ad una lettura oggettiva, razionale e regolare alla luce della comprensione dei fatti per non affrettarci e indulgere in critiche che non stanno in piedi”, ha dichiarato Sanné Mohamed Topan, direttore della campagna del CDP. Il partito di opposizione si riserva comunque la possibilità di presentare dei ricorsi riguardanti singoli seggi per le elezioni legislative, valutando la situazione “caso per caso”. Allo stesso tempo, il CDP ha reiterato alcune delle proprie critiche riguardanti l’organizzazione delle elezioni del 22 novembre, giudicata insufficiente.

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Di Giulio Chinappi - World Politics Blog

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora. Nel suo blog World Politics Blog si occupa di notizie, informazioni e approfondimenti di politica internazionale e geopolitica.

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