Alfonso Raimo

Dopo l’ennesimo diniego delle autorità egiziane ad aprire un procedimento sulla tortura ed uccisione del ricercatore, il presidente della Camera sbotta: “L’ennesima provocazione, inaccettabile. Per questo la Camera ha sospeso le relazioni diplomatiche con il Parlamento egiziano. A tutto c’è un limite”Condividi su facebook Condividi su twitter Condividi su whatsapp Condividi su email Condividi su print

ROMA – “Una mezza ammissione e insieme un altro vergognoso tentativo di depistaggio. Le autorità egiziane ammettono dopo cinque anni, e dopo che lo ha già dimostrato la Procura di Roma, che pedinavano Giulio Regeni. Ci spieghino perché. Il Governo Italiano pretenda chiarimenti” scrive in una nota Erasmo Palazzotto, Presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.

“Ancora una volta l’Egitto dimostra di non voler collaborare per fare luce sulla morte di Giulio Regeni. L’ennesima provocazione, inaccettabile, arriva oggi. Le motivazioni per cui la procura egiziana non è intenzionata ad aprire un processo sul sequestro, la tortura e l’uccisione del nostro ricercatore sono vergognose. Mentire sapendo di mentire. Per questo la Camera ha sospeso le relazioni diplomatiche con il Parlamento egiziano. A tutto c’è un limite”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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