Gennaio 27, 2021

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Cuba e il Covid-19. Intervista ad Aleida Guevara

Intervista di Lenny Bottai ad Aleida Guevara. Fonte: Stefano Menozzi all’indirizzario del Circolo Italia-Cuba di Parma.

Lenny BottaiCon mio grandissimo onore, ho ricevuto le risposte della Dott.ssa Aleida Guevara March, non solo figlia del Comandante Ernesto Che Guevara, ma anche Medico Pediatra Internazionalista e impegnata presso l’Ospedale Pediatrico William Soler dell’Avana. Devo nuovamente ringraziare per il lungo lavoro di traduzione delle mie domande di Federica Cresci, nonché ovviamente Aleida per l’onore di avermi concesso il suo tempo. Ritengo che ciò che emerge è sempre una grande capacità organizzativa di una società che mette davanti a tutto gli interessi collettivi, anche nella difficoltà non solo di una pandemia, ma di una morsa infame come quella del blocco statunitense, che impedisce l’arrivo anche di qualsiasi aiuto. Aleida spiega con naturalezza come nel socialismo alcuni dubbi e congetture vengono meno con naturalezza, così come con altrettanta naturalezza la cooperazione della gente emerge insieme al senso di responsabilità verso gli altri. Voglio ricordare che Cuba ha avuto al momento solo 142 decessi (per fare una proporzione 13 morti ogni milione di abitanti a confronto dei 1,139 dell’Italia). Come si capisce confondere la critica al sistema capitalista, alla speculazione in atto in ogni campo, anche quello medico, non deve portare fuori strada mai. Come parametro abbiamo questi esempi limpidi di gestione del Covid che devono aiutare a rischiarire le idee a tanti.

Quali misure sono state adottate dal governo per gestire la pandemia? Lockdown, obbligo di mascherina, tracciamenti, trattamenti, precauzioni con sanificazioni obbligatorie?

Le primissime misure adottate dal Governo cubano sono state quelle di chiudere le frontiere, perché essendo un’isola, Cuba ha molto turismo e sarebbe stato un problema per la diffusione della pandemia. Successivamente la popolazione è stata istruita per le misure igieniche, ad esempio lavarsi le mani prima di entrare in qualsiasi luogo pubblico, con l’uso di disinfettanti, gel alcolici o semplicemente acqua e sapone; la mascherina è stata da subito obbligatoria per uscire in strada e per salire sui mezzi di trasporto pubblico; è stato adottato il distanziamento sociale e richiesto alle persone di uscire solo per necessità e lavorare a distanza da casa. Alcuni lavori sono stati sospesi, come molti esercizi ed attività, solo alcuni negozi scelti per necessità imprescindibili sono rimasti aperti e le scuole sono state tutte chiuse. Sono rimasti aperti solo gli ospedali. I medici cubani hanno lavorato, sin dal primo momento, per capire come trattare la malattia; nello specifico quando le persone erano considerate sospette, venivano isolate e se il risultato del tampone dava positivo si ospedalizzavano; con i pazienti affetti da Covid, i medici hanno cercato di rafforzare il loro sistema immunitario, contenendo la malattia e cercando di fare in modo che i pazienti non giungessero ad uno stato di crisi ed alta gravità.

Lo stato ha garantito gratuitamente le mascherine agli ospedali, ai professionisti come quelli che manipolano gli alimenti; ha fatto accordi economici con le imprese cubane che si sono dedicate alla costruzione di mascherine semplici e quelle di protezione facciale. I giovani studenti universitari, hanno avuto un ruolo importante, sono stati coinvolti come volontari e messi al servizio della popolazione per effettuare le operazioni di disinfezione e consegna del cibo, con le adeguate misure di protezione, tutte fornite a spese dello Stato.

Come e cosa è stato garantito ai lavoratori, ai commercianti, a chi non poteva andare a lavoro perché malato oppure perché vigeva la chiusura forzata?

A tutti coloro i quali non è stato consentito di lavorare con misure alternative, come da casa o a distanza, è stato garantito il salario, il primo mese di chiusura totale il 100%, poi nei mesi successivi al 60%. Alcune zone e quartieri considerati focolai per l’alta percentuale di contagio, sono stati totalmente chiusi; alle persone che dovevano rimanere in casa e non uscire dalla zona focolaio, sono stati garantiti gli approvvigionamenti di alimenti, tre volte al giorno, colazione pranzo e cena, attraverso volontari che li consegnavano osservando la massima attenzione alle misure di sicurezza e fornendo gli stessi cibi che le famiglie erano abituate a comprare nei negozi, quindi senza stravolgere forzatamente il loro abituale regime alimentare. Ovviamente sono stati privilegiati gli anziani e le categorie più sensibili. Alcuni ospedali sono stati dedicati solo alla cura del Covid, altri invece sono rimasti in attività per i casi e le cure urgenti.

Si sono verificati fenomeni di manifestazioni di persone che rifiutavano di mettere la mascherina, che negavano la gravità o peggio l’esistenza del virus?

In nessun momento i professionisti cubani hanno negato l’esistenza del virus o messo in discussione la necessità di operare per fermarlo, perché è una realtà che stiamo vivendo, che stiamo toccando con le nostre mani. Le cose che mi hanno infastidito di più sono stati alcuni commenti fatti in Europa, che mettevano in discussione l’importanza della mascherina dicendo che era un mezzo di una privazione della libertà o repressione, quando da sempre viene usata dai chirurghi, in sala operatoria, per proteggere il paziente. La popolazione asiatica ad esempio ha l’abitudine ad utilizzarla sempre quando ha raffreddore o catarro per evitare i contagi. E’ vero che la mascherina è fastidiosa, può appannare gli occhiali, rendere più difficile la respirazione, ma non vedo nessuna ragione per non usarla o considerarla un elemento d’oppressione. Questa è semplicemente una questione di solidarietà umana. Parliamo di una malattia altamente contagiosa, se è primario il suo utilizzo per il bene di tutti va usata, non solo per il Covid, anche dopo la pandemia, dovremmo avere la buona abitudine di usarla sempre. Anche sul vaccino ho sentito una quantità enorme di sciocchezze. Purtroppo capisco che in una società capitalista, questi mezzi sono utilizzati anche per fare più soldi possibile, come ad esempio è avvenuto per le mascherine, inventandone sempre di più sofisticate per guadagnarci sempre di più. Stiamo parlando di una malattia altamente contagiosa dalla quale ci dobbiamo salvaguardare. Da noi questo non è successo, nessuno vendeva mascherine perché la TV cubana ha insegnato alla gente come fabbricarle in casa, con vestiti o stoffe di uso comune nelle famiglie, io stessa ne ho tessute a migliaia. Sui vaccini è vero che ci sono imprese capitaliste che non sono troppo serie, perché il sistema verte su grossi interessi economici, ma da noi ad esempio la gente ha totale fiducia nei ricercatori e nei medici cubani perché sa che non esiste nessuna speculazione nel loro lavoro, hanno sempre operato per la protezione della vita del loro popolo e per questo attendiamo tranquilli l’uscita del nostro vaccino. Il vaccino in sé è sempre stato un mezzo per garantire la salvaguardia delle persone e per creare immunità verso la malattia. Il Covid, oltre ad essere altamente contagioso, non garantisce immunità a chi ne è stato affetto, per questo è difficile creare un vaccino adeguato e per questo serviranno strumenti di alta tecnologia. Se ciò sarà utile, avanti pure con l’alta tecnologia. E’ inaudita la perdita di tempo su queste discussioni quando stanno succedendo cose intorno a noi che vengono totalmente ignorate, nessuno protesta per la distruzione del pianeta però ci si preoccupa di protestare contro l’uso delle mascherine. Cose assurde!. Anche da noi ci sono stati degli indisciplinati ma sono stati sanzionati, perché la legge stabilisce che per il bene della collettività le regole vanno rispettate, se non per il proprio bene per quello degli altri. Si tratta di una questione di disciplina sociale. Noi cubani peraltro siamo molto festaioli, affettuosi, baciamo ed abbracciamo, però evitiamo di farlo, rispettiamo il distanziamento sociale perché la disciplina è importante in questo momento. Ad esempio quando qualche indisciplinato usciva di casa senza mascherina capitava che era la popolazione stessa a richiamare alle regole, senza dover far intervenire necessariamente la polizia.

Si sono verificati fenomeni di dottori o addetti ai lavori che andavano su TV e giornali a portare le loro teorie alternative, talvolta fino a dire esplicitamente che era una farsa, c’era del terrorismo mediatico, che i morti non erano di Covid ma con Covid?

Nessuno ha mai negato l’esistenza del Covid, perché è una realtà che stiamo vivendo e toccando con le nostre mani. I medici cubani hanno solo avuto problemi per la propria protezione, perché spesso mancano i materiali e gli strumenti a causa del blocco statunitense. Sono stati vietati attracchi a navi che mandavano aiuti sanitari; alcune imprese straniere ci hanno donato materiale medico ma sono state sanzionate e bloccate, con la mancata consegna del materiale urgente e necessario. Chissà probabilmente avremmo potuto fare anche di più se il blocco statunitense non ci avesse colpito tanto. In merito ai vaccini noi abbiamo quattro versioni candidate, di cui già due in sviluppo definitivo e in prova su esseri umani che credo per febbraio usciranno per il loro uso. Ci sarà un vaccino generale e principale ed altri specifici per bambini e per anziani o persone affette da patologie particolari. Poi stiamo usando negli ospedali per i pazienti Covid anche diverse medicine, che utilizziamo già da anni, a base di interferone per rafforzare il sistema immunitario dei malati Covid affinché non peggiorino e non arrivino ad uno stato di crisi o alta gravità

https://lantidiplomatico.it/dettnews-cuba_e_il_covid19_intervista_ad_aleida_guevara/38822_39026/

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