Gennaio 25, 2021

AFV

Libera la tua mente

DUE EPISODI. IL FASCISMO CHE SIEDE NELLE ISTITUZIONI, IL FASCISMO CHE NON SE NE É MAI ANDATO.

Il 7 gennaio, Elena Donazzan, assessora alle pari opportunià, al lavoro e all’istruzione della regione Veneto, interviene al programma radiofonico ‘La zanzara’ canticchiando allegra ‘Faccetta nera’. La accolgono le risate di quel giornalista “libero” che è Cruciani.
Nei giorni seguenti abbozza delle scuse che suonano come una conferma, poi smentisce le scuse.
L’unica cosa che avrebbe dovuto fare è dimettersi, siede ancora dentro le istituzioni con la sua croce celtica portata fiera a ciondolo al collo e la sua appartenenza sempre ribadita al fascismo.

L’11 gennaio, Lia Tagliacozzo presenta online il suo nuovo libro ‘La generazione del deserto’ dove racconta la storia sua e dalla sua famiglia ebrea segnata profondamente dalle persecuzioni razziali.
Nell’evento on-line fa irruzione un gruppo di persone con foto di svastiche, Hitler e Mussolini. Provano a zittire le/i relatrici scandendo frasi come: “ebrei ai forni”, “sono tornati i nazisti” ,“vi bruceremo tutti”, “dovete morire tutti”. Vengono allontanati.

Due episodi nel giro di pochi giorni. La punta dell’iceberg di una realtà più profonda.

In questo paese dove Bruno Vespa va in televisione a parlare delle “cose buone” fatte da Mussolini, in questo paese che non ha mai affrontato i disumani crimini del colonialismo italiano, in questo paese dove il razzismo è una realtà quotidiana, istituzionalizzata.

In questo paese che punisce con la ‘sorveglianza speciale’ Maria Edgarda Marcucci per avere il merito di essere andata in Siria a combattere i fascisti dell’Isis e a dare il suo contributo alla Rivoluzione del Rojava. Punita per essere partigiana.

In questo paese dove i fascisti, dichiarati e senza vergogna, stanno dentro le istituzioni, c’è ancora tanto da fare.
Bisogna tenere sempre la guardia alta.

Un grande abbraccio solidale a Lia Tagliacozzo e alla sua famiglia.

Essere antifascisti è un dovere, lottare per la libertà e la giustizia sociale è necessario.

Potere al popolo

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