Accolgo l’iniziativa di rammentare la lettera e il programma di Draghi

Le forze politiche italiane presenti nel parlamento hanno rivelato in questi giorni un livello di degrado superiore alle attese più pessimiste. Proni davanti al Cesare, imploranti misericordia, auspicanti un ruolo decisionale alla sua corte, sostenitori di trasformare l’Italia non in “donna di provincia, ma bordello”, o se volete “pura espressione geografica” che possa allietare i suoi padroni, Tedeschi, Francesi, Statunitensi poco importa, con il suo mare, con i suoi paesaggi montani, con i musei di antiche nobiltà, con alberghi di gran lusso gestiti da multinazionali, con un popolo che possa fare da cameriere, da badante, da rider, da portalettere…oggi si genuflettono nel ricordo dell’antico detto ” Francia o Spagna purché se magna” cancellato, si pensava, dal Risorgimento e dalla Resistenza, codificata, a dispetto degli States e delle borghesie europee, dalla Costituzione della Repubblica, osteggiata fin dalla sua nascita dai possessori marci di privilegi.

Con il sostegno attivo delle sinistre e dei sindacati confederali che già sono un tutt uno con Confindustria come stipulato, anni fa, per combattere un rinascente spirito di classe, tramite regolamentazioni che impediscano democrazia operaia e organizzazioni alternative e al padronato. Un sostegno che direi più riprovevole, in quanto, a parole, sostenitori della democrazia e dei diritti della popolazione. Evidente che politiche di queste sinistre, oltre a giovare, al nuovo Cesare, creano confusione tra le masse popolari che ancora non hanno perso fiducia in questi galantuomini, generando immobilismo, speranza nelle negoziazioni di vertice, accontentandosi di fatto delle elemosine di memoria Miltoniana che caleranno dal desco dei commensali, padroni e servi dei padroni…

Accolgo perciò l’iniziativa di “Il Simplicissimus”(Quella lettera ci dice chi è Draghi e qual è il suo programma) di rammentare, per sommi capi ( in Il Simplicissimus si può leggere tutta la lettera), i tratti più terrificanti della lettera e del programma che Draghi, assieme al suo compare Trichet, invia a Berlusconi/Tremonti perché faccia subito strame dello Stivale e delle isole. I due tentennano, non osano e perciò verranno dimessi per far posto ad un falco disprezzatore di popoli, come pochi, ma ben accolto tra i grandi speculatori e guerrafondai internazionali: dico il tristo Mario Monti che, in parte, riuscirà ad accogliere le istanze riformatrici del Draghi che ora, in prima persona, con un popolo drogato già dalle riforme precedenti (jobs act, Fornero, buona scuola…) e dalle restrizioni “pandemiche”, attuerà in forma plebiscitaria. Alla gogna, naturalmente i negazionisti del suo buon operato…

In sintesi, per risparmiare a chi legge l’untuoso discorso nonché viscido dei due bancari/banchieri

Innanzitutto un invito al primo ministro, perché si ristabilisca la fiducia degli investitori, ad impegnarsi alla sostenibilità del bilancio e a riforme strutturali e arrivare al pareggio di bilancio, come già previsto dal governo. nel 2014.

I due riconoscono che decisioni importanti sono state prese ma che bisogna fare di più. E’ necessaria una piena liberalizzazione dei servizi anche locali e di quelli professionali, attraverso privatizzazioni su larga scala. I salari vanno ritagliati e rimodulate le condizioni di lavoro secondo le esigenze delle imprese. Perciò l’accordo sindacale d’azienda va privilegiato rispetto alla contrattazione collettiva. I due riconoscono il buon lavoro dei sindacati confederali che con l’accordo del 28 giugno con le associazioni industriali si sono mossi in tale direzione. Vanno rimodulati i criteri di assunzione e di licenziamento.

Per sostenere le finanze pubbliche misure immediate e decise. Un deficit migliore, un fabbisogno netto dell’1% ne 2012, l’anticipo, rispetto al disegno governativo, nel 2013, del pareggio di bilancio. Intervenire nel settore pensionistico per ottenere risparmi già nel 2012. Riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, riducendo, se necessario, gli stipendi. Da introdurre una riduzione automatica del deficit con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.

I due auspicano che le misure elencate siano prese il prima possibile per decreto legge e che inoltre sarebbe appropriata una riforma costituzionale che renda stringenti le regole di bilancio. Miglioramento dell’efficienza amministrativa per assecondare le esigenze delle imprese. Uso sistematico negli organi pubblici di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario, dell’istruzione).

Il duo Berlusconi/Tremonti non aveva voluto o saputo provocare uno shock sociale, come quello intimato dal famigerato duo dell’asse germanico…e perciò venne licenziato…così anche a me pare che Conte non disponesse dell’appoggio di altri poteri forti…e così come un tempo subentrò l’anti democratico per antonomasia Mario Monti, ora è la volta di Draghi che può disporre della fiducia degli sparvieri più rapaci della finanza internazionale cui il novello Cesare, con la fattiva partecipazione dei collaborazionisti, darà in pasto il Bel Paese.

Delega in bianco al Cesare…una lunga preparazione di addomesticamento che è costata decenni di lavoro per il grande padronato internazionale…ma altre terrificanti situazioni si stanno creando a livello internazionale…Satana è stato capace di inviare i suoi tanti Belfagor in ogni angolo della terra…ma non dappertutto sono prevalenti…non è detto che il Male prevalga per decenni o per secoli…

All’arcidiavolo disceso in Italia, che ha dovuto districarsi tra politici corrotti, titoli derivati, banche decotte, spread avventurosi, agenzie di rating servizievoli, crack finanziari planetari, non gli fa difetto l’accortezza e la furbizia, ben acquisita nei suoi trascorsi gesuitici…perciò si muoverà con prudenza per ben avere conoscenza di quell’orrendo impasto costituito dal parlamento italiano…quindi si adatterà agli inizi a varie iniziative che gli verranno proposte e magari da lui, con susseguo, adottate…poi innesterà la quinta…e per il sonnolento popolo italico, già sbeffeggiato da Dante e da Manzoni, perderà le sue ultime libertà e i brandelli di dignità che ancora perigliosamente conserva…

Di Antonello Boassa

Contro le guerre imperiali innanzitutto, contro le guerre valutarie e del debito, contro le politiche neoliberiste. Contro lo sfruttamento dei lavoratori e dei popoli, contro la devastazione del pianeta, in difesa dello stato sociale e della libertà e dell'uguaglianza sociale di tutte e di tutti, in difesa del mondo animale, Antonio scrive anche per L'Interferenza

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