Aprile 17, 2021

AFV

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DANTE E LA COMPAGNIA TUTTA MATTA EMPIA E MALVAGIA


Cacciaguida. nel Canto XVII del Paradiso. “profetizza” il futuro di Dante. Molto dovrà addolorarsi il Poeta per la compagnia tutta matta empia e malvagia. In effetti l’antenato di Dante fa riferimento ad un singolo e preciso momento della sua vita politica. ma la violenza e la forza di queste parole sembrano far riferimento di fatto ai molti personaggi che lo hanno “accompagnato” lungo la sua vita.
E’ nel Canto XVI che lo sdegno del ribelle si rivolge verso una platea più ampia, quella dei mercanti e dei cambiatori di denaro, individuando il massimo responsabile del suo esilio da Firenze, e cioè la curia papale di Bonifacio VIII, là dove “Cristo tutto dì si merca”
La Divina Commedia, oltre le tante cose di cui si è cercata un’interpretazione complessa, data l’estrema ambiguità del suo verseggiare e della sua composizione, è un atto di accusa violentissimo contro il malaffare, le ruberie. i traffici di denaro, l’ipocrisia, le istituzioni corrotte, il tradimento della patria, la mancanza di sincera religiosità…
Un ribelle dunque, e non certo di facciata. Perseguitato, esiliato, condannato al rogo qualora avesse tentato di rientrare nella sua Firenze. Un ribelle, inseguite le sue ceneri, quando si era spento. “Tu lascerai ogni cosa diletta/…tu proverai sì come sa di sale/lo pane altrui, e come è duro calle/lo scender e l’salire le scale altrui/…Un ribelle contro gli esecutori corrotti della mefitica volontà di Bonifacio VIII.
Debbo dire che mi fa una certa impressione che i personaggi sociali che Dante ha condannato all’”Inferno” con massimo disprezzo, ebbene quelle stesse figure, oggi, nella contemporaneità, ovviamente per dovere istituzionale, ne celebrino le sue virtù artistiche e morali con il loro giullare di corte che tanto aveva saputo gigioneggiare nel cinema e con la Costituzione. Per non parlare di Michele Serra che auspica il licenziamento per medici e infermieri che rifiutano di farsi bucare da qualcosa che si sa che cosa è ma di cui niente si sa degli effetti immediati e a lungo termine che ne possono derivare. Eppure, essendo un “sinistro”, dovrebbe conoscere qualche articolo della Costituzione che per Benigni è la più bella del mondo tanto che gli avvoltoi di questi tristi decenni che si sono assisi ai massimi vertici dello Stato devono essersi deliziati con deliri di onnipotenza nel vandalizzarla…mi vengono in mente dei versi sublimi del grande fiorentino che sembrano creati per tale genia…ma lasciamo andare ora …
Il grande critico ottocentesco Francesco De Santis riteneva Dante, assieme ad Ariosto e a Leopardi una delle colonne portanti della letteratura italiana, e volendo fare un paragone tra Dante e Shakespeare giudicò il secondo Artista ed il primo Poeta…certo è comunque che, volendo inventare il Paradiso, compiendo un’operazione con l’inesprimibile, con il non dicibile, con una altezza di visione che mai è stata raggiunta forse non solo in Italia, operazione alla quale lui stesso si arrende almeno in parte: “A l’alta fantasia qui mancò la possa/ma già volgeva l’desio e l’velle/sì come rota ch’igualmente mossa/l’amor che move il sole e le altre stelle/, dico che per un tale uomo dinanzi si dovrebbero esprimere ben altri cantori, ben altri uomini, ben altre donne …

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