Aprile 17, 2021

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Anti-Asian Hate, aumentano le aggressioni a danno di asiatici

Un trend in crescita che inizia a preoccupare. 

Negli Stati Uniti non ricorderanno il 2020 soltanto per la pandemia. Esso è stato infatti anche l’anno dell’assassinio di George Floyd – il poliziotto che lo ha soffocato è a processo proprio in questi giorni – e dell’ascesa del movimento di protesta per l’uguaglianza razziale Black Lives Matter.

Sembrerebbe però che il messaggio antirazzista sia passato inosservato visto che gli States si trovano ora alle prese con una nuova ondata di discriminazione; già ribattezzata Anti-Asian Hate crimes wave.

Il termine anglosassone si riferisce all’ondata di aggressioni contro persone asiatiche avvenuta negli Stati Uniti in tempi recenti.

Le statistiche ci dicono che, negli USA, il numero di crimini perpetrati sia calato tra il 2019 e il 2020. Il dato non deve stupire, un aspetto positivo della quarantena forzata è stato proprio la riduzione degli atti criminali, non solo negli States bensì in tutto il mondo.

C’è però una voce in controtendenza: quella delle aggressioni alle persone di etnia asiatica.

Il trend appare preoccupante. È forse arrivata l’ora di allargare il messaggio d’inclusione di Black Lives Matter anche agli asiatici. Essi non hanno la pelle nera ma sono vittime dello stesso odio.

Ultimamente in misura ancora superiore, dal momento che tanti americani continuano a pensare che il COVID-19 sia una chinese flu, un’influenza cinese esportata nel mondo dal Paese del sol levante.

La ricerca indica come i crimini di Anti-Asian Hate siano in deciso rialzo

Un’analisi rilasciata dal centro per gli studi sull’odio e l’estremismo dell’Università di California State a San Bernardino sottolinea come i crimini contro asiatici siano in netto rialzo. Lo studio ha riguardato numerose grandi città americane.

Se in generale i crimini di odio sono calati di circa il 7% nella federazione, quelli contro gli orientali sono invece aumentati del 150%.

Sarebbe sbagliato incolpare di questo soltanto l’ex presidente, Donald Trump, e la sua retorica incendiaria sul coronavirus.

È però innegabile che i continui riferimenti all’influenza cinese e al virus dalla Cina da parte dell’uomo più ripreso al mondo abbiano giocato un ruolo da protagonisti in questa vicenda.

Foto di Luis Quintero da Pexels

Le responsabilità della politica

Karthic Ramakrishnan è il fondatore e direttore di AAPI Data, centro di ricerca non profit sulla politica e la demografia. Egli ha detto alla NBC che Trump ha delle responsabilità. L’ex presidente avrebbe infatti impugnato l’origine del virus in maniera sbagliata e razzista.

“La sua retorica ha dato origine ad una certa narrazione. I presidenti hanno un ruolo importantissimo nella percezione dei fatti. Il modo in cui Trump ha utilizzato Twitter e le conferenze stampa per gettare benzina sul fuoco e incorniciare in un modo discriminante la narrazione ha sicuramente disputato un ruolo.” Ha affermato Ramakrishnan esaminando i dati della ricerca universitaria.

A New York i crimini riconducibili ad Anti-Asian Hate sono passati da 3 (2019) a 28 (2020). Si tratta di un aumento dell’833%. A Los Angeles da 7 sono diventati 15 e a Boston da 6 (2019) a 14 (2020).

A Chicago non si è visto alcun aumento tra i due anni mentre Washington è l’unica città a mostrare una riduzione delle aggressioni a danno di orientali; erano 6 nel 2019 e sono diventate 3 nel 2020.

Il primo picco nei crimini contro gli asiatici risale alla primavera dello scorso anno, proprio mentre il coronavirus si stava diffondendo a macchia d’olio.

Fa pensare il fatto che lo studio dell’università si fermi al 2020, senza contemplare gli ultimi gravi episodi di attacchi a orientali, avvenuti ad Atlanta e New York nelle ultime settimane. L’odio verso gli asiatici appare ancora forte e vivo, nel 2021.

È un’America che si trova ancora in ebollizione quella che ormai da una ottantina di giorni è governata da Joe Biden: ancora molto simile a quella lasciata da Trump in gennaio.

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