Plan Condor.


Francesco Cecchini


I familiari degli italiani torturati e assassinati da criminali delle dittature latinoamericane di Uruguay, Cile, Bolivia e Perù, dopo 20 anni di attesa hanno avuto finalmente giustizia. Lunedì 8 luglio la Prima Corte d Appello di Roma ha condannato definitivamente all ergastolo i 24 ex militari delle dittature imputati nel processo legato all Operazione Condor. Erano stati riconosciuti colpevoli già due anni e mezzo fa. Le motivazioni della sentenza verranno pubblicate fra 90 giorni, comunque è probabile che la Corte accetterà uno dei principali argomenti sostenuti sia dalla avvocatura di Stato, sia dalla Procura della Repubblica e dagli avvocati di parte civile: i rapimenti e le torture commessi da ex militari e agenti dei servizi segreti avevano come scopo l’ eliminazionr fisica delle vittime. La sentenza definitiva terrà conto che i criminali sono stati condannati per omicidio volontario pluriaggravato di 23 italiani che lottavano contro le dittature del Sudamerica.
Precedentemente la Procura Generale di Roma aveva inoltrato al governo del Cile il mandato di arresto per Rafael Ahumada Valderrama, 76 anni, Orlando Moreno Vásquez, 80, e Manuel Vásquez Chahuan, 75, condannati in via definitiva dal Tribunale di Roma per l’ omicidio e la sparizione dei due cittadini italiani. Una novità, sotto il profilo giudiziario, è stato il fatto di aver riconosciuto la responsabilità, non solo dei vertici militari, ma anche dei quadri intermedi. La vicenda è stato raccontata da Ancora Fischia il Vento e il link è il seguente:
https://www.ancorafischiailvento.org/2021/07/04/condanna-definitiva-per-tre-criminali-cileni-del-plan-condor/
La regista italiana Emanuela Tomassetti ha documentato il processo e raccontato nel suo bel documentario La Memoria del Condor le vicende personali di alcune delle vittime. Il link con il trailer èil seguente:


Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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