Dicembre 1, 2021

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Messico: sostituire l’organizzazione degli stati americani con ente non controllato dagli USA

Il 24 luglio scorso era stato il presidente messicano “socialista” Obrador, in una conferenza stampa, ad annunciare che c’era “bisogno di sostituire l’Organizzazione degli Stati Americani con un ente che non fosse lacchè di nessuno, ma veramente autonomo e legato alla storia, alle identità dei popoli latinoamericani, senza ingerenze e interventismi”.

Sabato passato è stato il ministro degli esteri messicano Marcelo Ebrard ad insistere sul fatto che “l’OEA/OSA deve scomparire e deve essere sostituita da un nuovo organismo regionale che sopprima l’interventismo e che rappresenti veramente gli interessi dell’America Latina e dei Caraibi, cosa che ora non sta accadendo”.

Il ministro ha anticipato che presenterà questa proposta, con l’obiettivo di fissare i prossimi passi, il 18 settembre al vertice dei capi di Stato e di governo della CELAC (Comunità degli Stati Centroamericani e Caraibici, voluta da Hugo Chávez e Fidel Castro che attualmente riunisce 32 Paesi di cui il Messico è attualmente presidente).

“Qual è la proposta del Messico? Addio all’OSA/OEA nel suo senso interventista, egemonista e che venga un’altra organizzazione.
Qualcuno deve inviare una lettera, o qualcosa, ad Almagro (il segretario dell’OSA) ma l’OSA non può continuare ad essere uno strumento di intervento.
Se non siamo uniti, non esistiamo, non importa a nessuno di noi e non abbiamo abbastanza forza ognuno da solo e isolato”, ha affermato Ebrard.

Il ministro ha concluso parlando del Venezuela ed ha applaudito il dialogo tra il governo e l’opposizione che sta avvenendo in Messico respingendo le sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti contro il Venezuela.

Ribadendo la neutralità messicana, il ministro ha criticato la politica adottata da alcuni governi di riconoscere l’opposizione golpista Juan Guaidó come presidente nel 2019, decisione che avrebbe potuto sfociare in “una guerra civile”.

Pochi giorni fa lo stesso Messico, insieme a Nicaragua e Argentina hanno annunciato il sostegno all’iniziativa della Bolivia di indagare sulle azioni illegali del segretario dell’OSA, Luis Almagro, durante le elezioni in Bolivia che portarono al colpo di Stato contro il presidente socialista Evo Morales nel novembre 2019.

Rete solidarietà rivoluzione bolivariana


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