Settembre 20, 2021

AFV

Libera la tua mente

Ricordando Abimael Guzmán.

Abimael Guzmán

Francesco Cecchini

Il marxismo-leninismo è il sentiero luminoso al futuro.                                                                             José Carlos Mariátegui

La frase di Mariátegui colpì talmente Abimael Guzmán che chiamò il partito che fondò Partito Comunista del Perù-Sentiero Luminoso PCP-SL.

Abimael Guzmán non c’è più. La sua non fu solo una morte naturale a 88 anni,  ma anche una grave resposabiltà  dello stato peruviano. Esattamente 29 anni fa, il 12 settembre, fu catturato dalla polizia peruviana e rinchiuso nel carcere di Callao. Non gli fu mai concesso un’  amnistia più volte richiesta come prigioniero politico. Donne ed uomini, ex miltanti di Sendero Luminoso, del MRTA e di movimenti sociali continuano ad essere incarcerati da moltissimi anni in carceri dove hanno vissuto torture, assassinii e massacri.  Va ricordato, tra tanti, Victor Polay Campos, capo del MRTA, che operato tempo fa al cervello dovrebbe uscire di prigione nel 2026. Un’ amnistia generale è una decisione dovuta per chiudere con una storia drammatica, ma passata.

Abimael Guzmán Reynoso leader di Sendero Luminoso, il cui tentativo di fare la rivoluzione in Perù causò migliaia e miglia di morti, ha raccontato nel libro Memorias desde nemesis, scritto assieme a Elena Yparraguirre Revoredo nel 1996 e pubblicato nel 2014, la propria esperienza di vita e di rivoluzionario.  Nemesi deriva dalla dea greca. Erodoto e Plutarco traducono con ” vendetta” e “castigo”. Il nome può, quindi, assumere nel titolo, per intenzione degli autori il significato di  giustizia, giustizia storica quindi. Sono 526 pagine e il  link con il libro è il seguente:

http://bvk.bnp.gob.pe/admin/files/libros/801_digitalizacion.pdf

Abimael Guzmán Reynoso, racconta in prima persona la sua vita. I passaggi dalla madre, Berenice Reinoso Cervantes, ad uno zio, ed infine al padre naturale, Abimael Guzmán Silva. I sui studi da Mollendo, a Sicuani, a Chimbote, a Lima ed infine ad Arrequipa dove si laurea in Lettere e filosofia. La scoperta del marxismo leninismo e del pensiero di Mao Tse-tung. Il suo impegno politico nella la lotta contro il revisionismo e nella costruzione di un Partito comunista rivoluzionario. Guzmán analizza la società peruviana ed inquadra le vicende nel contesto internazionale di quegli anni. Critica Ie guerriglie, come il MIR ed altre che, a suo avviso, fallirono per mancanza di contatto con le masse. Descrive i suoi due soggiorni in Cina. Nel primo prtecipa anche ad una scuola di addestramento militare, come organizzare un’ imboscata ed altro; nella seconda partecipa, prima di raggiungere la Cina ad un congresso del Partito del Lavoro Albanese ed esprime stima per Enver Hoxa, segretario generale di quella orgnizzazione. Va sottolineato che Abimael Guzmán Reynoso si vede come erede di José Carlos Mariátegui. Non accenna mai a José Maria Arguedas, uno scrittore fondamentale per capire la realtà andina peruviana. Sarebbe interessante prendere in considerazione le contraddizioni tra il pensiero di Mariátegui ed il pensiamento Gonzalo, che Guzmán considera come l’ addattamento del pensiero di Mao Tse-tung al Perù. Il giudizio che Abimael Guzmán da sul capitalismo peruviano è il maggior limite alla sua teoria e pratica. Abimael Guzmán nell’ analizzare la società peruviana riprende il concetto di capitalismo burocratico ripreso da Mao Tse-tung ed in una certa misura da Juan Carlos Martiatégui. Il Perù, però, degli anni 70 e successivi anni 80 e 90 non è la Cina degli anni 30 e 40 ed è anche diverso, per molti aspetti dal Perù di Mariategui, analizzato, innanzitutto , nei 7 ensayos de Interpretación de la Realidad Peruana. Negli ani 70 il il peso centrale della economia pruviana già riposavano nei settori dove la presenza del capitalismo era indiscutibile. Ciò si riflette nella diminuzione dell’apporto della agricoltura – il settore dove più si trovano le forme non capitaliste di produzione – con la conferma del Prodotto Interno Lordo (PIL). Questa diminuzione si deve, per un lato, alla crescita dei settori più dinamici del capitalismo e, per altro, alla crisi strutturale dell’agicoltura, che ha già varie decadi. Anche i numeri foriniti da Guzmán lo dimostrano. Il capitalismo nel Peru non è nato nella lotta contro la fuedalità, ma come una proiezione dello sviluppo del capitalismo nel mondo e della espansione dell’  imperialismo. Lo dimostrano i suoi caratteri. A partire da questa costatazione non si può parlare di un “capitalismo burocratico” come la caratteristica fondamentale della società peruviana. E’ una visione deformata della realtà che, alla fine, conduce a colpire obiettivi/nemici completamente sbagliati. In sintesi, l’  area del capitalismo di Stato è piccola e si trova al servizio della grande borghesia e dell’imperialismo. Il vero controllo della economia si trova nelle mani dei monopolii imperialisti, direttamente nel caso degli investimenti o indirettamente nel caso dei crediti. E la tendenza che si va imponendo all’ interno della borghesia, è quella di ridurre la presenza dello Stato alla sua minima espressione. Questa visione limitata, se non errata, del Perù di quegli anni sicuramente ha influenzato, in negativo, la linea politico-militare di Sendero Luminoso.

Il racconto di Guzmán si arresta prima dell’ inizio dell’ azione armata di Sendero, nel maggio 1980 quando, il 26 dicembre dello stesso anno, nella periferia di Lima vengono appesi dei cani, alcuni sventrati, alcuni dipinti con vernice nera, con la scritta: Deng Xiao-Ping, hijo de perra.

Nelle righe finali Guzmán scrive: “ La direzione della guerra poplare in Perù da parte del Partito Comunista sarà oggetto della seconda parte di questo lavoro”, che, a quanto sembra non è stata scritta e lascia il dubbio  se Guzmán possa raccontare in chiave autocritica e non celebrativa il tentativo fallito di Sendero Luminoso di assaltare il cielo peruviano.

In Perù politici di sinistra come Pedro Castillo, Veronika Mendoza ed altri hanno commentato la morte di Abimael Guzmán qualificandolo come terrorista, forse per non prestare il fianco a critiche della destra. Comunque la lotta armata non può essere definita semplicisticamente terrorrismo. Nel Perù del secolo scorso oltre a Sendero Luminoso e il MRTA, altre organizzazioni rivoluzionarie e comuniste scelsero la lotta armata: l’   ELN ( Ejército de Liberación Nacional) di Héctor Béjar e  il MIR (Movimiento de Izquierda Revolucionaria) di Luis De La Puente Uceda.

Il libro di Santiago Roncaglio LA CUARTA ESPADA. La historia di Abimael Guzman y de Sendero Luminoso, non è tradotto in italiano, ma merita di essere letto per capire cosa avvenne in Perù negli anni 80 e 90 del secolo scorso. All’ inizio Roncagliolo cita J. M. Coetzee: “Il rivoluzionario è un uomo condannato. Non si interessa a niente, non tiene sentimenti, non ha rapporti con niente, nemmeno ha un nome. In lui, tutt   è assorbito in una passione unica e totale: la rivoluzione. Nella profondità del suo essere ha rotto tutti i legami con l’  ordine civile, con la legge e con la morale. Continua a vivere nella società con la solo idea di distruggerla. Non si aspetta nessuna misericordia. Ogni giorno è disposto a morire.”

Quanto ha scritto Coetzee  ben si adatta a Abimael Guzmán.

Elena Yparraguirre e Abimael Guzmán