Novembre 28, 2021

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Yaya Yafa. Morto sul lavoro in un sistema fatto per massimizzare i profitti

Yaya Yafa, il facchino precario di 22 anni morto all’interporto di Bologna era al suo terzo giorno di lavoro ed aveva un contratto di una settimana. Era la sua prima volta nella logistica.

Era stato chiamato da un’agenzia interinale, che a sua volta lavora per una cooperativa, che a sua volta gestisce un appalto della SDA. Tre diverse società in cui il lavoratore è l’ultimo anello di una catena costruita al solo scopo di frammentare il lavoro e massimizzare i profitti.

Gli infortuni sul lavoro sono figli anche di una legislazione che consente tutto questo, e la morte di Yaya Yafa deve pesare sulle coscienze di chi non fa nulla per fermare questa strage quotidiana di lavoratori e lavoratrici.

Stefano Lugli PRC