Abiy Ahmed in uniforme


Francesco Cecchini


Abiy Ahmed, Premier dell’ Etiopia e Premio Nobel per la Pace, ha dichiarato che sarà direttamente alla guida nella battaglia contro il Tigray Peoples Liberation Front, TPLF, che sta avanzando verso Addis Abeba assieme al suo alleato l’ Oromo Liberation Army, OLA.
L’ annuncio di Abiy Ahmed ha scioccato l’ uomo che lo ha nominato per il Nobel, Awol Allo, docente di diritto alla Keele University nel Regno Unito e non solo. Abiy Ahmed è stato insignito del Premio Nobel aver fatto pace con la vicina Eritrea, sul cui confine ha combattuto mentre era di stanza nella regione del Tigray. I termini di questo accordo di pace non sono mai stati resi pubblici.
Nel giro di un anno, il governo di Abiy è passato dalla descrizione del conflitto del Tigray come “operazione di applicazione della legge” a quello di “guerra esistenziale”. Con il ritiro dell’ esercito etiope dal Tigray a giugno e le notizie di un suo indebolimento negli ultimi mesi, il governo di Abiy ha dichiarato lo stato di emergenza di sei mesi e ha invitato tutti i cittadini abili a unirsi alla lotta.
L’ annuncio-appello è arrivato mentre il TPLF continua a premere verso Addis Abeba, rivendicando il controllo della città di Shewa Robit, a soli 220 km a nord-est della capitale e sarebbe già a Debre Berhan, a 130 km dalla capitale. Tutte le ambasciate occidentali stanno invitando i propri concittadini a lasciare il Paese al più presto.
Gran parte dell’ Etiopia settentrionale è soggetta a un blackout delle comunicazioni e l’accesso ai giornalisti è limitato, il che rende difficile corroborare le affermazioni sul campo di battaglia.
Un recente tentativo di mediazione dell’ Unione Africana per raggiungere un cessate il fuoco tra le parti in lotta è fallito perché quando Olusegun Obasanjo ha lasciato la città di Mekellé dove si era incontrato con leaders del TPLF, che si erano detti aperti alla ricerca della pace, questa è stata colpita da droni di guerra. Il TPLF ha dichiarato che il governo federale è poco affidabile e che cesserà il fuoco solo quando Abiy Ahmed darà le dimissioni. Una possibiità non lontana in quanto in questa Etiopia dalle migliaia di morti, di sfollati e di affamati, in molti, non solo nel TPLF o nell’ OLA, iniziano a pensare che Abiy Ahmed sia un leader poco affidabile

Abiy Ahmed in Turchia con Erdogan per acquistare droni da guerra

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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